V° Festival Internazionale del Film di Roma

Il pezzo da novanta del Festival Internazionale del Film di Roma 2010 è senza dubbio il pilot della serie tv Boardwalk Empire. Perché? Semplice. È diretto da Martin Scorsese, il quale ha anche prodotto il serial e ha dunque fornito a questa iniziativa produttiva il suo inconfondibile marchio di fabbrica. Settanta minuti di fiction ad alti livelli (ormai sempre più cinema e tv si sovrappongono), che nelle intenzioni della HBO dovrebbero diventare il fiore all’occhiello di un’avventura produttiva in grado di spodestare Mad Men dal gradino più alto del podio delle migliori serie televisive americane.
Detto ciò, giunto al suo quinto appuntamento, il Festival Internazionale del Film di Roma sembra aver intrapreso una strada decisamente alternativa rispetto al sistema delle manifestazioni cinematografiche internazionali.
A parte Scorsese, che sarà forse presente solo grazie a un collegamento in diretta dal suo set, non si annuncia un profluvio di star sul red carpet. Per fortuna, diciamo noi, visto che il tentativo di posizionarsi sui livelli di festival come Cannes e Venezia non sempre, nel passato, ha dato buoni frutti. Certo il budget a disposizione delle attività della kermesse romana è veramente impressionante, poiché come affermato durante la conferenza stampa dal direttore generale Francesca Via, tra contributi pubblici e sponsor privati, la Fondazione Cinema per Roma riesce a mettere insieme la bellezza di tredici milioni e mezzo di euro. E speriamo che si vedano tutti.

Come sempre l’Auditorium di Roma sarà il quartier generale dell’evento, ma la caratteristica di quest’anno appare la volontà da parte degli organizzatori di collegarsi ad altre strutture della città per consentire un più ampio rapporto con Roma attraverso eventi non strettamente cinematografici: inaugurazioni di mostre, perfomance.

Il direttore artistico del Festival, Piera Detassis, ha illustrato con dovizia di particolari il programma della selezione ufficiale. Sono dunque emersi alcuni particolari riguardanti il cartellone, tra i quali spicca il fatto che il concorso sembra privo di titoli e registi  roboanti, ma ciò non implica ovviamente un giudizio di qualità sul festival (anzi spesso le delusioni sono cocenti quando vanni in competizione i grossi calibri). Scorrendo i titoli del concorso vien fuori la presenza di quattro film italiani: Gangor di Italo Spinelli, Io sono con te di Guido Chiesa, La scuola è finita di Valerio Jalongo e Una vita tranquilla di Claudio Cupellini. Cineasti di un certo richiamo solo la danese Susanne Bier con In a better World. Infine da segnalare, un film definito apolide The Flowers of Kirkuk di Fariborz Kamkari. In totale, le opere in concorso saranno sedici e saranno giudicati da una giuria presieduta da Sergio Castellito.

La sezione Occhio sul mondo / Focus sarà concentrata quest’anno sul Giappone.  Sette film selezionati nell’ambito delle manifestazioni internazionali, una retrospettiva dedicata alle opere dello Studio Ghibli e una mostra di Mika Ninagawa comporranno la serie di eventi dedicata al paese orientale.
Infine, per quel che riguarda il nostro cinema, due omaggi: uno  a Ugo Tognazzi e un altro relativo al cinquantesimo anniversario de La dolce vita di Federico Fellini.
Cosa altro dire se non che, come si è verificato in ogni edizione del Festival Internazionale del Film di Roma, probabilmente la sezione più interessante per appassionati e addetti ai lavori sarà Extra, nell’ambito della quale si svolgerà un concorso incentrato sui documentari, con ben dodici titoli in competizione.

Il sito ufficiale e il programma del V° Festival Internazionale del Film di Roma