27. Settimana Internazionale della Critica 29 agosto – 8 settembre 2012

La prima buona notizia è relativa a un falso allarme: se una delle polemiche all’ultimo festival di Cannes era incentrata sull’assenza di registe donne nella competizione ufficiale, possiamo tranquillizzare chi sostiene anche al cinema, e nei festival, la necessità di quote rosa: la forte preponderanza di autrici nei film d’esordio che quest’anno ci sono stati sottoposti sottolinea che esiste un coraggio e una urgenza espressiva che supera ostacoli culturali, censure politiche o economiche. E se nella selezione della Sic di quest’anno quattro degli otto registi esordienti (il nono titolo è un film collettivo) sono donne, non sarà un caso. E neanche frutto di una decisione opportunistica: il cinema sarà pure una forma in via di estrema mutazione, ma resta linguaggio universale che non può conoscere limitazioni legate al gender, alla razza, alla connotazione sociale, alla censura.

Naturalmente le possibilità reali di un cinema “al femminile” variano di Paese in Paese, ma stupisce positivamente che sempre più da quelle culture e da quelle aree dove la condizione femminile è più drammatica, provengano esempi di ribellione artistica che danno vita a film spesso coraggiosi, innovativi, soprattutto quando non imbrigliati in esigenze più programmatiche o didattiche.

La seconda buona notizia è che dal cinema degli esordienti emergono anche quest’anno grandi scoperte e non solo, crediamo, dalla nostra sezione che a questo cinema si dedica ormai da anni: in questo senso la competizione, anche amichevole, fra le varie sezioni della Mostra sarà forte, ma la mappa tracciata dalla Sic di quest’anno è più che mai precisa e segnala “luoghi” di interesse che rivendichiamo orgogliosamente come nostri.

Si inizia con un evento di estrema importanza, frutto di un progetto dell’Università di Tel Aviv: Water (Acqua) è un film collettivo, girato e interpretato da registi e attori israeliani e palestinesi, un collage di 7 cortometraggi legati al tema dell’ acqua, un tema che in quei territori assume una valenza più che simbolica, anzi drammaticamente reale e legata ai temi del conflitto.

Il concorso, con sette film in prima mondiale, si sviluppa secondo proposte provenienti da Paesi diversi, con alcune conferme positive (il cinema nordico, quello messicano), alcuni graditi ritorni (il bellissimo film turco e il coraggioso film cinese) e la presenza di un altro paio di titoli europei che si interrogano su identità comunitaria e spaesamento esistenziale passando attraverso due vicende sentimentali e due stili completamente diversi.

E l’italiano, naturalmente, che anche quest’anno ci sentiamo di poter iscrivere tra le più belle scoperte della Sic: La città ideale, esordio registico dell’attore Luigi Lo Cascio, si dimostra opera già solida e matura, parabola sull’Italia contemporanea nella tradizione di un certo cinema di impegno civile che vira verso il giallo morale, attraverso le vicende di un convinto e quasi ossessivo militante ecologista (interpretato dallo stesso regista-attore), che vede improvvisamente messe in dubbio le sue certezze etiche.

Per tornare agli altri titoli in competizione, ritroviamo temi fortemente sociali e politici, uniti all’eleganza stilistica tipica della migliore recente tradizione del cinema turco, nell’intenso film di Aly Aidın Küf (Muffa): un anziano guardiano di ferrovia in un villaggio aspetta da 18 anni notizie del figlio, scomparso in seguito a manifestazioni di protesta a Istanbul.
E nel coraggioso film della regista cinese Liu Shu, Xiao He (Lotus), una giovane insegnante di un paese nel nord della Cina è costretta a lasciare il proprio lavoro per il suo spirito indipendente e per le sue idee progressiste: a Pechino capirà che il proprio destino di donna può trovare due strade contrapposte, quella della sottomissione alla cultura e all’economia imperante oppure quella della dissidenza.

Un’altra donna che sconta sulla propria pelle la ricerca di indipendenza, anche quella delle proprie scelte sentimentali e sessuali, nella cornice simbolica della città europea per eccellenza, Bruxelles, la troviamo nell’opera prima del belga Tom Heene, Welcome Home (Benvenuta a casa): tre incontri, tre uomini, nella giornata di Lila, la cui ricerca di identità è simbolicamente quella di un intero continente.

La stessa ricerca caratterizza i giovani protagonisti del rumeno O luna in Thailandia (Un mese in Thailandia), di Paul Negoescu, un film che guarda volutamente a certo cinema francese di ronde sentimentale, ma che dietro l’apparente semplicità e la perfetta circolarità della sua messa in scena allude apertamente allo spaesamento di una gioventù sempre propensa a guardarsi indietro nostalgicamente, ma contraddittoriamente protesa verso la modernità indotta dalla nuova appartenenza comunitaria.  E siamo in Europa anche nel film svedese Äta sova dö (Mangia dormi muori) della regista Gabriela Pichler: la crisi economica si avverte anche da quelle parti, a quanto pare. Una ragazza perde il lavoro e fronteggia in modo energico e mai rassegnato la sua nuova condizione, barcamenandosi tra corsi di recupero per disoccupati (lì gli ammortizzatori sociali sono evidentemente una cosa molto seria) e oggettive difficoltà di reinserimento.

Il film costruisce uno straordinario ritratto di donna che va molto al di là del suo impianto narrativo solo apparentemente realistico. Dal Messico arriva l’ultimo film interamente “femminile” di questa selezione, No quiero dormir sola (Non voglio dormir sola), di Natalia Beristain: due donne, Amanda e Dolores, nipote e nonna, si confrontano in una fase cruciale della loro vita, in un film di estremo rigore formale e di intensa partecipazione che mette al centro della narrazione il corpo, la solitudine, la vecchiaia e il tema dell’eutanasia.

Il corpo, l’amore impossibile, la vita e la morte: per restare su questi temi quest’anno ci siamo concessi una chiusura eccentrica, ma non meno motivata e appassionata: starà a voi giudicare se Kiss of the Damned (Il bacio dei dannati), il fantastico esordio di una figlia d’arte, Xan Cassavetes, è semplicemente l’ennesima variazione del genere vampire movie o se dietro l’affascinante ed eroticissima storia di due sorelle vampire nel Connecticut, l’una decisa a mettere fine alla propria sete di sangue per coronare il suo sogno d’amore e l’altra determinata nel voler a tutti costi condividere un destino di famelico desiderio di morte, si nasconda qualcosa di più interessante.

A cominciare magari dall’omaggio, da parte di una regista esordiente ma molto cinefila, a tutto un immaginario di genere soprattutto fantastico italiano, rivisitato attraverso un gusto che mescola underground e video art, fumetto e video music. Ok, avrete già capito come la pensiamo noi…

(Francesco Di Pace – Delegato Generale SIC)

27. Settimana Internazionale della Critica

29 agosto – 8 settembre 2012

I sette film in concorso:

Äta sova dö (Eat Sleep Die/Mangia dormi muori)
di Gabriela Pichler
Svezia, 2012 – World Premiere

La città ideale
di Luigi Lo Cascio
Italia, 2012 – World Premiere

Küf (Mold/Muffa)
di Ali Aydın
Turchia-Germania, 2012 – World Premiere

O luna in Thailandia (A Month in Thailand /Un mese in Thailandia)
di Paul Negoescu
Romania, 2012 – World Premiere

No Quiero Dormir Sola (She Doesn’t Want to Sleep Alone/Non voglio dormir sola)
di Natalia Beristain
Messico, 2012 – World Premiere

Welcome Home (Bentornata a casa)
di Tom Heene
Belgio, 2012 – World Premiere

Xiao He (Lotus)
di Liu Shu
Repubblica Popolare Cinese, 2012 – World Premiere

Film di apertura – Evento Speciale Fuori Concorso

Water (Acqua)
di Nir Sa’ar, Maya Sarfaty, Mohammad Fuad, Yona Rozenkier,Mohammad Bakri, Ahmad Bargouthi, Pini Tavger, Tal Haring
Israele/Palestina-Francia, 2012 – International Premiere

Film di chiusura – Evento Speciale Fuori Concorso

Kiss of the Damned (Il bacio dei dannati)
di Xan Cassavetes
Stati Uniti, 2012 – World Premiere

I film in concorso della 27. Settimana Internazionale della Critica concorrono a due premi:

1. Premio del pubblico RaroVideo – 27. Settimana Internazionale della Critica di Venezia

I sette film in competizione partecipano al “Premio del pubblico RaroVideo” del valore di 5.000 Euro.

2. Leone del Futuro – Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis”

I sette film in competizione concorrono, insieme a tutti gli altri lungometraggi d’esordio presenti nelle sezioni competitive della Mostra, al “Leone del Futuro – Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis” e 100.000 USD messi a disposizione da Filmauro di Aurelio e Luigi De Laurentiis, che saranno suddivisi in parti uguali tra il regista e il produttore.

Anche quest’anno la Settimana Internazionale della Critica si avvale dell’importante sponsorizzazione di BNL Gruppo BNP Paribas, una banca da sempre attiva nel sostegno al cinema italiano e alle manifestazioni cinematografiche internazionali.

Come in passato, grazie al contributo della Regione Veneto, sarà riproposto il decentramento dei film della Settimana nelle varie provincie del Veneto; verrà altresì riproposto il decentramento nelle città di Trento e Bolzano con il contributo della Provincia autonoma di Trento e della Provincia autonoma di Bolzano. Si ringraziano per la preziosa attività di supporto Atlantide Entertainment/Indieframe.tv, Istituto Luce-Cinecittà e Lancia.
La Settimana Internazionale della Critica è inoltre lieta di annunciare le media partnership con il portale VOD MUBI e con la web radio FRED.

Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani

Presidente: Franco Montini

la Biennale di Venezia

Presidente: Paolo Baratta

69. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia

Direttore: Alberto Barbera

27. Settimana Internazionale della Critica di Venezia

29 agosto – 8 settembre 2012

Commissione di selezione

Francesco Di Pace (Delegato generale)

Goffredo De Pascale, Anton Giulio Mancino, Cristiana Paternò, Angela Prudenzi

Coordinamento

Claudio Dondi, Eddie Bertozzi

Palazzo del Cinema – Lungomare Marconi

30126 Lido di Venezia

Tel.: 041 2726679 – Fax: 041 2726520

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