26a Settimana Internazionale della Critica – 31/08 – 10/09/2011

Dalle tracce filmiche disseminate nel programma di questa 26. Settimana Internazionale della Critica, si decifra una geografia del contemporaneo precisa, dura, sconcertante. Anche perché a disegnarla sono autori esordienti, tutti piuttosto giovani, che mettono in scena con coraggio estetico e disinvolto uso del mezzo, un’attualità spesso disperante, dove non solo le condizioni esistenziali (e non sempre e solo giovanili) sono messe a dura prova, ma anche le sicurezze ambientali, il rapporto con le risorse naturali del pianeta,  i tentativi di conciliazione per le conseguenze dei flussi migratori.

E se la visione complessiva che emergeva, ad esempio, all’ultimo Festival del Cinema di Cannes era quella di un immaginario contemporaneo legato a temi che spesso alludevano ai disagi infantili, agli abusi, alle forme estreme di conflittualità presenti nell’organismo fondante della “famiglia” (si pensi solo allo splendido film di Malick), anche noi, nel selezionare il nostro programma di film ci siamo imbattuti in una manciata di ottimi film che con il tema della “famiglia” flirtavano spesso e volentieri. Convincendoci così che attorno alle dinamiche del conflitto familiare, sia esso vissuto in chiave drammatica o, più sporadicamente, di commedia, ruoti l’estrema e disperata ricerca di un cinema che ancora ama farsi portatore di segnali di rinnovamento in una realtà di crisi globalizzata.

Nove film, quelli di quest’anno, nove opere prime tutte in prima mondiale, considerati anche i film d’apertura e chiusura che pur non partecipando al concorso rientrano a pieno titolo nel discorso fatto prima, che raccontano di cose diverse in forme diverse, eppure tutti sintonizzati sulla stessa emergenza espressiva, che è quella che più ci interessa: uno sguardo, un’intensità, finanche una forza bruta nel gesto filmico.

Paesi diversi, due film italiani, molta Europa, America latina, l’assenza dell’Oriente, dell’Iran, degli Stati Uniti (ma c’è il Canada): senza cercare motivazioni forzate, può essere un caso, una circostanza, un semplice avvicendamento anche nei nostri gusti. A volte colpisce però la conferma: in questo senso quello che sembra avvertirsi di positivo, nel giovane cinema italiano, al di là e a dispetto della crisi economica e politica che fa della cultura un peso di cui liberarsi e non un valore e un diritto di tutti, è una certa sfrontata libertà, un coraggio anche immaturo ma di grandissimo valore, che non produce necessariamente opere di sicura ma media intensità (come ad esempio fa da anni il cinema francese, da sempre attento ai propri esordienti), piuttosto film forse imperfetti ma animati da una forza e da un’urgenza che li rendono ancora di più necessari.

Un bel raccolto, a nostro avviso, che si evidenzia nelle nostre due scelte: Là-bas, del napoletano Guido Lombardi, inserito fra i sette film del concorso, è un film teso e duro, che restituisce con uno sguardo che oscilla fra il taglio quasi documentaristico e il genere gangster-noir, la visione da vicino delle condizioni di vita di una comunità di emigrati africani sul litorale campano, alludendo neanche troppo velatamente alle vicende drammatiche che bagnarono di sangue proprio quei territori nel settembre del 2008. Un all-black movie che mescola etnie, idiomi, culture, non preoccupandosi di offrire una visione ideologica o consolatoria, osservando anzi con rigore e partecipazione le motivazioni che spingono immigrati in cerca di una vita migliore “lontano” dalla loro terra a contaminarsi con la peggiore criminalità camorristica locale.

Con Missione di pace, del toscano Francesco Lagi, che programmiamo fuori concorso in chiusura dei nostri giorni veneziani, offriamo il nostro apporto alla definizione di quelle che potrebbero essere le strade da imboccare da parte del genere “commedia”: qui siamo dalle parti della satira grottesca dei film militaristi e insieme antimilitaristi, una sorta di mix scanzonato e ridanciano di armate monicelliane, di soldati alla Salvatores, di irriverenze alla Richard Lester o alla Robert Altman. Una delle tante missioni di pace nei territori balcanici, un giovane pacifista convinto ma esageratamente velleitario che piomba nella compagnia di soldati capitanata dal padre Silvio Orlando, con il quale i conflitti sono arrivati all’apice (la famiglia, dicevamo), la cattura di un pericoloso criminale di guerra (episodio di grande attualità nel momento stesso in cui scriviamo). Il tutto espresso con  una sana e scatenata fantasia.

Di tutto il programma, che si apre con l’altro film fuori concorso, lo svedese Stoccolma Östra di Simon Kaijser da Silva, un piccolo gioiello di tensione drammatica con un cast strepitoso di attori, dramma familiare ma anche storia d’amore sulla elaborazione di un lutto e di un senso di colpa, leggerete con attenzione le schede accurate che abbiamo preparato. Vale solo la pena di sottolineare le curiosità più interessanti degli altri sei film in concorso: dall’argentino El Campo (ma attenzione, che l’esperimento produttivo riguarda anche energie e capitali italiani, con Cinecittà Luce che si è fatta artefice di un progetto molto interessante di co-produzione con l’America Latina), una storia di crisi di coppia che si svolge in una casa di campagna che sembra sempre sul punto di trasformarsi in un thriller, ma che affascina per la sua capacità di raccontare lo spaesamento, lo smarrimento che si nasconde dietro le consolidate forme del rapporto coniugale; all’altro film latino americano, El lenguaje de los machetes del giovane messicano Kyzza Terrazas, compagno di lavoro e di avventura delle due più famose giovani star del cinema di quelle parti, Gael Garcia Bernal e Diego Luna. Una storia raccontata con stile concitato e nevrotico, come l’energia dei due protagonisti, una giovane coppia di sbandati, lei cantante punk lui video maker militante con simpatie zapatiste, che meditano il gesto estremo terroristico, ma che scontano la loro diversa consapevolezza del presente.

Tutto inserito in quel discorso sulla “famiglia” di cui dicevamo prima, il sorprendente film tedesco Totem, di Jessica Krummacher: le tipiche crudeltà di certo cinema alla Haneke o alla Seidl, nella storia di una giovane domestica che viene inserita da una famiglia borghese in un gioco al massacro e nelle asfissianti geometrie di controllo e comando determinate dal senso di insoddisfazione e di crisi di una classe sociale; e ancora una famiglia in pieno dramma la ritroviamo nel canadese Marécages, di Guy Édoin, dove sullo sfondo di una crisi e di una siccità che mettono a dura prova il lavoro degli allevatori, si consuma una vera tragedia, raccontata con stile sicuro, poetico ma anche crudo. La crisi economica, capace di trasformare una donna borghese in una “nuovapovera”, costretta a vivere in un’auto per strada in attesa di farsi assegnare una casa popolare: Louise Wimmer, la protagonista dell’omonimo film di Cyril Mennegun, rifiuta aiuto e compassione, si muove decisa e anche scostante verso il superamento del suo stato di degradazione (del corpo e dell’identità), in un film che annuncia la scoperta di un nuovo autore francese.

E, per finire, un altro film che piomba sull’attualità raccontando, a distanza di 25 anni (ma nell’anno della catastrofe giapponese), il tragico incidente nucleare di Cernobyl, che causò la morte e la contaminazione di migliaia di persone: La terre outragée, una produzione franco-ucraina realizzata dalla documentarista franco-israeliana Michale Boganim racconta, questa volta in termini di finzione, la vicenda di vari personaggi e di famiglie distrutte dall’evento,osservandola in due contesti temporali diversi, quello del giorno dell’incidente e, poi, dieci anni dopo la catastrofe, e lo fa con uno stile raffinato e coinvolgente, poetico e intenso, in un esordio di altissima qualità.

Francesco Di Pace

SIC Sito Web


I film in concorso della 26. Settimana Internazionale della Critica concorrono a due premi:

1. Premio del pubblico “KINO” alla Settimana Internazionale della Critica di Venezia 2011

I sette film in competizione partecipano al Premio del pubblico “KINO” del valore di 3.000 euro messi a disposizione da questa nuova realtà romana per la promozione e la diffusione del cinema di qualità, che ha sede nei locali di uno storico cineclub situato nel quartiere Pigneto.

2. Leone del Futuro – Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis”

I sette film in competizione concorrono inoltre, insieme a tutti gli altri lungometraggi d’esordio presenti nelle sezioni competitive della Mostra, al Leone del Futuro – Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis” del valore di 100.000 USD.

Anche quest’anno la Settimana Internazionale della Critica si avvale dell’importante sponsorizzazione di BNL – Gruppo BNP PARIBAS, una banca da sempre attiva nel sostegno al cinema italiano e alle manifestazioni cinematografiche internazionali.

Si ringraziano inoltre per il loro contributo Atlantide Entertainment/Indieframe.tv, Lancia.

I sette film in concorso:

El campo (Il campo) di Hernán Belón
Argentina, 2011 – World Premiere

El lenguaje de los machetes (Il linguaggio dei machete) di Kyzza Terrazas
Messico, 2011 – World Premiere

Là-bas (id.) di Guido Lombardi
Italia, 2011 – World Premiere

La terre outragée (La terra oltraggiata) di Michale Boganim
Francia-Ucraina, 2011 – World Premiere

Louise Wimmer (id.) di Cyril Mennegun
Francia, 2011 – World Premiere

Marécages (Acquitrini) di Guy Édoin
Canada, 2011 – World Premiere

Totem (id.) di Jessica Krummacher
Germania, 2011 – World Premiere

Film di apertura – Fuori Concorso
Stockholm Östra (Stoccolma Est) di Simon Kaijser da Silva
Svezia, 2011 – World Premiere

Film di chiusura – Fuori Concorso
Missione di pace di Francesco Lagi
Italia, 2011 – World Premiere
Evento speciale a sorpresa in collaborazione con le Giornate degli Autori

LINK

Il sito MiBAc

Il sito della Biennale di Venezia

Il sito della BNL

Il sito della Regione Veneto

Il sito di KINO

Il sito di Atlantide

Il sito di Lancia

SIC  2011 – Commissione di selezione

Francesco Di Pace (Delegato generale)
Goffredo De Pascale
Anton Giulio Mancino
Cristiana Paternò
Angela Prudenzi

Coordinamento SIC

Claudio Dondi, Eddie Bertozzi, Elena Pollacchi,
Palazzo del Cinema – Lungomare Marconi 30126 Lido di Venezia
Tel.: 041 2726679 – Fax: 041 2726520

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