LA-BAS – 26a SIC – Premio KINO e Premio Luigi De Laurentiis – Venezia un film di

La  Settimana internazionale della Critica festeggia il “Premio Luigi De Laurentiis“ per un’opera prima a LÀ-BAS di Guido Lombardi.

Il film prodotto da Eskimo, Figli del Bronx e Minerva Pictures è stato presentato in concorso alla 26. Settimana Internazionale della Critica, nell’ambito della 68. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, ed ha anche vinto il Premio del pubblico Kino. La pellicola sarà distribuita da Cinecittà Luce.

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La recensione di Mariella Cruciani

Yssouf (Kader Alassane), giovane immigrato africano protagonista del film “Là-bas” di Guido Lombardi, è un’anima divisa in due: giunto in Italia, a pochi chilometri da Napoli, con la speranza di un futuro da tranquillo artigiano, finisce ben presto per divenire il gestore di un giro di cocaina. A spingerlo in questa direzione è suo zio Moses (Moussa Mone), il quale gli spiega che non deve pensare da “immigrato”, accontentandosi di vivere vendendo fazzoletti per le strade, bensì deve sentirsi e vivere come un “avventuriero”.

Il ragazzo si lascia convincere e sceglie la via più veloce per raggiungere il benessere ma quando la criminalità organizzata africana si trova a scontrarsi con le famiglie camorriste campane capisce di aver sbagliato tutto e vuole riprendersi, insieme al  passaporto, la sua vita. A questo punto, lo zio gli grida in faccia che lui è una sua proprietà e nessuno tocca ciò che gli appartiene. La situazione precipita ulteriormente con l’irruzione di un commando di camorristi in una sartoria di immigrati africani e con l’uccisione di sei di loro. Yssouf riesce a salvarsi e, nudo e tremante, arriva alla casa degli amici africani onesti, tanto disprezzati da Moses, i quali, senza fare domande, lo accolgono e lo proteggono.

Liberamente ispirato alla strage di Castel Volturno del settembre 2008, quando un killer della camorra trucidò sei ghanesi innocenti, “Là-bas” si muove su un doppio registro, fondendo in maniera riuscita fiction e verità. Lombardi segue serratamente con la macchina da presa Yssouf ma, pian piano, il pedinamento assume un carattere e un tono diversi e lo spettatore piomba in una sorta di romanzo criminale, come recita il sottotitolo della pellicola stessa (“Educazione criminale”). Resta, comunque, costante lo sguardo del regista che osserva con rigore, oggettività e senza alcun tipo di pregiudizio, la varia umanità del  film. Un’opera prima interessante e coraggiosa, parlata in inglese e francese, con interpreti presi dalla strada e di grande intensità. Da sottolineare, infine, ciò che ha dichiarato Ester Elisha, unica attrice professionista del cast, interprete della prostituta Suad: “Mi piace l’idea che lo spettatore debba identificarsi con un personaggio africano e che il film sia un film italiano!”. In effetti, Lombardi aderisce a tal punto alla materia rappresentata da confondersi, e fondersi, con il suo personaggio: il fragile, contraddittorio, umanissimo Yssouf.

Mariella Cruciani

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Trama

Castel Volturno, trenta chilometri da Napoli. Un commando di camorristi irrompe in una sartoria di immigrati africani, sparando all’impazzata e uccidendo sei ragazzi di colore. Yssouf, giovane immigrato, decide così di chiudere i conti con suo zio Moses che, dopo averlo convinto a venire in Italia promettendogli un futuro da onesto artigiano, lo ha trasformato nel cinico gestore di un giro milionario di cocaina. Il giovane Germain, la cantante Asetù, la prostituta Suad sono gli altri personaggi di questa storia dove fiction e verità si confondono, scrivendo le pagine del romanzo criminale di un ragazzo dei nostri tempi, intrappolato in una lotta quotidiana per la sopravvivenza.

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Là-bas, cioè laggiù. Suono e significato simili in francese e in dialetto napoletano per una storia che si svolge lungo il litorale campano e ha come protagonisti degli emigranti africani. Una comunità estesa, di etnie e lingue diverse, insediata da decenni nel territorio, che vive riproducendo al suo interno le dinamiche che dominano ogni collettività. C’è chi vive onestamente vendendo fazzoletti agli angoli delle strade, chi facendo il sarto, chi gestendo una sorta di bed & breakfast, chi al contrario si è dato al traffico della droga. Lo sguardo di Guido Lombardi si muove libero da pregiudizi calandosi con estremo rigore e oggettività in un mondo affascinante nella sua crudezza fatta di povertà, di sogni ancora vivi o già infranti, di lavori umili, di nostalgie per la terra lasciata, di scorciatoie verso la ricchezza. La macchina da presa all’inizio segue in maniera quasi documentaristica Yssouf che, appena giunto dall’Africa, dopo un momento di iniziale delusione decide di percorrere la via all’apparenza più facile ma anche più pericolosa per raggiungere il benessere,  finendo però incastrato in un giro di spacciatori con ambizioni da veri gangster. È l’occasione per il film di acquistare una cifra diversa, unendo felicemente l’occhio documentaristico al noir. Una scelta felice che proietta Là-bas in una dimensione non scontata, che pure mai perde di vista la realtà dei fatti di cui da molte stagioni la cronaca si alimenta scandagliando i profondi legami come le guerre intestine tra criminalità organizzata africana e famiglie camorriste campane. Non a caso il film è liberamente ispirato alla strage avvenuta a Castel Volturno nel settembre 2008, durante la quale un killer della camorra trucidò sette ghanesi. Ugualmente efficace è l’ambientazione, mai apertamente identificabile in un luogo preciso ma volutamente relegata a un “laggiù” ai confini del mondo, dove la vita vale poco in ogni caso ma doppiamente nulla se vieni da un paese lontano e hai la pelle nera. Un “laggiù” che sembra non riguardare nessuno, ma sul quale Lombardi obbliga a riflettere illuminando una verità decisamente diversa da quella raccontata abitualmente da tv e giornali. E in questa ricerca della verità il film di Lombardi colpisce nel segno, al pari delle facce che popolano lo schermo. Attori presi dalla strada ma di straordinaria potenza ed efficacia, a cominciare dal protagonista Kader Alassane, produttore e rapper originario del Benin.

(Angela Prudenzi)

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Guido Lombardi, nato a Napoli nel 1975, è regista di backstage e documentari, nonché sceneggiatore vincitore per due volte del Premio Solinas. Il suo primo cortometraggio di finzione, Vomero Travel, è stato presentato nel 2010 alle Giornate degli Autori.