Körfez – 32SIC un film di

Per ogni fine c’è sempre un inizio. E Körfez comin cia con una fine. Vediamo un giovane uomo, Selim, svegliarsi bruscamente sull’autobus che lo sta ricon ducendo alla sua città natale, Izmir (Smirne), dopo
essersi lasciato alle spalle un matrimonio fallito e una carriera interrotta.
Il suo ritorno a casa rappresenta non solo una tappa cruciale per la rielaborazione del proprio vissuto, ma è soprattutto lo straniante viaggio alla (ri)scoper ta di un mondo in trasformazione che mostra tutti i
sintomi di un imminente collasso. La realtà che si osserva è l’odierna Turchia, con i suoi chiari riferimenti al reale tra autoritarismo asfissiante, flussi migratori, minacce terroristiche e rotte del petrolio, ma in un senso più ampio e allegorico si descrive l’Europa o forse l’intera società occidentale, anestetizzata e del tutto incapace di interpretare i segnali di una trage dia che incombe o addirittura già si consuma. Alie nazione, smarrimento, apatia. Sono gli stati d’animo che accompagnano l’erranza di Selim attraverso una città che gli è estranea. L’incessante presenza di di dascalie che scandiscono il passare del tempo sotto linea il susseguirsi di giornate che trascorrono sempre uguali, in famiglia, sul divano, oppure in giro, vagando senza una meta precisa, rivisitando talvolta il passato.
Sullo sfondo, un incidente nelle acque del Golfo – di cui non verranno mai chiarite le circostanze – provoca il diffondersi di un tanfo insopportabile che si propaga nell’aria come presagio apocalittico o sen tore di un mondo in decomposizione. Persino di
fronte allo spettacolo del Mediterraneo in fiamme, tuttavia, la borghesia prosegue imperterrita per la sua strada, indifferente e impermeabile a tutto. Pur di conservare intatte le proprie abitudini nel rassi curante agio domestico, come in preda a uno stato
di trance negazionista, indossano maschere per proteggersi dall’olezzo soffocante che arriva dal mare, oppure lasciano la città.
Beatrice Fiorentino (estratto dal catalogo della 32. Settimana Internazionale della Critica)
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Un vagare attraverso il paesaggio della Turchia contemporanea. Come una surreale landa post-apocalittica. Un’erranza smemorata mentre navi di greggio bruciano al largo. Una parabola politica lieve e ironica, fra memorie perdute e insurrezioni che covano. Oltre la lezione di Nuri Bilge Ceylan, l’annuncio di un talento, colmo di promesse per il futuro.

Sinossi

Con alle spalle una carriera distrutta e un divorzio doloroso, Selim torna nella sua città natale, Izmir. Riluttante a fare piani per il futuro, vaga per la città ripercorrendo il proprio passato: la famiglia, i compagni di scuola, un’ex amante. S’imbatte anche in Cihan, un fantomatico compagno del servizio militare, un perdigiorno dallo strano carisma. Quando gli abitanti iniziano ad abbandonare la città a causa di una penetrante esalazione provocata da un misterioso incidente marittimo, Selim si ritroverà in un mondo nel quale riscopre nuove possibilità di vita.

Emre Yeksan (1981) dopo gli studi di Cinema all’Università di Mimar Sinan e a La Sorbonne di Parigi, ha lavorato come produttore nella capitale francese. Nel 2008 si è trasferito a Istanbul, dove ha continuato il suo lavoro di produttore e ha iniziato a sviluppare i suoi film. Körfez è il suo primo lungometraggio da regista.