Scheda e filmografia Guido Chiesa

  • Il caso Martello, 1992
  • Babylon: la paura è la migliore amica dell’uomo, 1994
  • Materiale resistente, 1995
  • Partigiani, 1997
  • Non mi basta mai, 1999
  • Il Partigiano Johnny, 2000

Scheda – Guido Chiesa

Privilegiare il cinema della ragione.

In Italia, almeno negli ultimi anni, i modelli di riferimento per ciò che concerne la realizzazione di documentari sono stati gli approfondimenti televisivi, basati su un giornalismo molto aggressivo che prevede la realizzazione di inchieste caratterizzate dal protagonismo degli autori. Si è proceduto, insomma, alla spettacolarizzazione del documentario deviando l’attenzione del fruitore sulle perfomances del giornalista di turno, più che sui contenuti e sugli aspetti estetici del prodotto audiovisivo, e privilegiando un’impostazione in molti casi rigidamente divulgativa, in altri sensazionalistica.

Tutto ciò non è riscontrabile in Non mi basta mai, film di Guido Chiesa e Daniele Vicari che descrive le vicende politiche ed umane di cinque ex operai della FIAT, i quali nel 1980 furono tra i protagonisti delle lotte sindacali che portarono allo sciopero dei trentacinque giorni e a quello che può essere definito il canto del cigno del movimento operaio. Si tratta di un documentario che presenta le storie di individui che non si sono smarriti e che, superata costruttivamente la divorante battaglia politica nei confronti della fabbrica e la sacrosanta e giustificata ossessione nei riguardi della conservazione del posto di lavoro, hanno fortunatamente trovato una maniera dignitosa e gratificante di mettere in atto le loro convinzioni politico-sociali.

I protagonisti ci trasportano così indietro di venti anni; ci descrivono la situazione di quel periodo ma ci invitano anche a confrontarci con il presente, un presente positivo contraddistinto dal loro inserimento in una realtà sociale soddisfacente. Guido Chiesa e Daniele Vicari hanno concepito e realizzato un documentario complesso e moderno, privilegiando scelte stilistiche che scaturiscono dalla loro particolare sensibilità nei riguardi del linguaggio filmico. Il materiale girato dai due cineasti è stato abilmente montato insieme ad immagini inedite di repertorio. Un uso molto intelligente della musica, una vivace scansione del ritmo del racconto e una narrazione diretta, hanno reso Non mi basta mai un lavoro dotato di uno spirito decisamente travolgente, che non guarda al passato in modo vuotamente nostalgico ma spinge lo spettatore ad analizzare le vicende dei cinque ex operai della FIAT in relazione alle mutazioni enormi che hanno riguardato non solo la società italiana ma anche, più in generale, quella occidentale e capitalistica.

Non mi basta mai ha avuto una distribuzione molto limitata ma, comunque, è riuscito a ritagliarsi un suo piccolo prezioso spazio nell’ambito del circuito delle sale cinematografiche.
“CineCritica” ha incontrato uno dei due autori: Guido Chiesa, regista de “Il Caso Martello”(92), “Babylon”(94), e “Il Partigiano Johnny”(2000), film, quest’ultimo, presentato in concorso alla 57 Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia.

Maurizio G. De Bonis
da Cinecritica n. 21 gennaio-marzo 2001