Archivio categoria: Stefano Rulli

Suburra

Da quando non se ne fa più di cinema di genere, lo invocano tutti. Soprattutto le nuove leve della cinefilia, quelle che per mero demerito anagrafico non hanno mai visto un film di Sergio Martino in sala. Colpevolmente trascurata dalla critica cosiddetta ufficiale del tempo, quando i film del genere poliziottesco erano considerati in massa […]

Anni felici

Gli anni felici cui il titolo allude sono i primi anni ’70. Notoriamente non proprio felicissimi ma facilmente mitizzabili se li si rivive attraverso la lente deformante e acritica della memoria personale. Per la precisione si tratta del 1974, anno particolarmente critico per la storia del paese perché segnato da eventi epocali quali il tribolato […]

Educazione siberiana

L’ultima fatica di Gabriele Salvatores è fonte di discussione, di amore ed odio a seconda come vengano giudicate scelte di sceneggiatura e registiche. E’ un film che non lascia indifferenti, che costringe ad amarlo o ad odiarlo, peggio a considerarlo opera priva di interesse per l’eccessivo distacco di Salvatores da quanto raccontato. Tratto dal romanzo […]

Bella addormentata

Il 9 febbraio del 2009 è di per sé una piccola data epocale nella recente e travagliatissima storia del nostro paese. Quella sera i medici della residenza sanitaria La Quiete di Udine decisero di interrompere la nutrizione artificiale che per 17 anni aveva tenuto faticosamente in vita Eluana Englaro, giovane donna lombarda finita in coma […]

Romanzo di una strage

12 dicembre 1969, ore 16.37. Una carica di tritolo sventra la sede della Banca Nazionale dell’Agricoltura in Piazza Fontana, nel cuore della Milano che conta. Un attimo dopo la deflagrazione 14 vite non ci sono più (altre tre si aggiungeranno di lì a poco), 90 persone scoprono di essere ferite in modo gravissimo e un […]

La nostra vita

Daniele Luchetti guarda agli aspiranti micro-borghesi tendenzialmente qualunquisti delle periferie dormitorio, che sognano il viaggio in Sardegna e fanno shopping selvaggio al centro commerciale, come Pierpaolo Pasolini guardava ai sottoproletari delle borgate romane che vivevano nelle baracche e odiavano il lavoro. Oggi, invece si lavora (o almeno si vorrebbe lavorare), in nero e in una […]