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Prova a prendermi (Catch me if you can) un film di

provaaprendermiCon “Prova a prendermi” Steven Spielberg fa un bel passo avanti nell’analisi della società americana. Il film è una falsa commedia, un poliziesco apparente, un vero ritratto del fallimento di un sogno americano sventolato davanti agli occhi di legioni di generazioni e morto nelle paludi del Viet Nam. Non è un caso se la storia, tratta da un fatto vero, si svolge attorno alla metà degli anni sessanta e termina in quel 1969 in cui vennero al pettine grandi nodi comportamentali, politici, ideali. E’ forte il valore simbolico della vicenda di questo diciassettenne che, nel giro di pochi anni, riesce a truffare milioni di dollari fingendosi pilota d’aereo, avvocato e dottore diventa una sorta d’album dei sogni perduti, le promesse mancate, gli obiettivi impossibili. Il film è girato con grandissima maestria e con uno stile che riecheggia il cinema dell’epoca; è guidato con mano ferma ed interpretato in modo straordinario da Tom Hanks e da un Leonardo Di Caprio che, forse per la prima volta, dimostra di essere un vero attore. Il filo rosso che segna l’intera opera è tessuto con due fallimenti: quello del giovanissimo imbroglione – specchio a sua volta della rovina del padre – e quello, umano, dell’agente che lo insegue. E’ quest’ultima la figura più complessa del film, perennemente in bilico fra grigia esecuzione di un pesante dovere e ammirazione per le gesta e i sogni realizzati, del truffatore. La costruzione narrativa è fluida, il modo di girare perfetto, mentre il piacere dello spettatore non conosce pause.