Archivio categoria: Studio Canal

In nome di mia figlia

Vincent Garenq, qui al suo quarto film, ama le cronache francesi. Ha raccontato in Présumé coupable l’affaire d’Outreau, una clamorosa vicenda giudiziaria su abusi sessuali su minori, e in L’Enquete lo scandalo dei paradisi fiscali. Con In nome di mia figlia narra la vera storia di André Bamberski, un commercialista francese che nell’arco di trent’anni […]

A Bigger Splash

Per prima cosa, La piscina (1969) di Jacques Deray non c’entra niente. Con Bigger Splash c’entra molto invece l’omonima tela di David Hockney, nel senso che da quell’immagine sospesa, magnetica e vuota, il racconto procede a ritroso, in ralenty, e dagli spruzzi d’acqua risale ai corpi, alle storie, ai desideri e ai rancori che li […]

Anna Karenina

Anche se già percorso in lungo e in largo sin dai tempi del muto (dal 1914, con la prima trasposizione fatta in Russia, fino al 2000, anno dell’ultima sfornata in Inghilterra, si contano già 12 diverse versioni di Anna Karenina tra cinema e TV), l’opera-mondo di Tolstoj sull’amore infelice di una donna schiava delle costrizioni […]

Emotivi Anonimi

Gli emotivi anonimi del film di Jean-Pierre Améris si incontrano regolarmente in un gruppo di auto-aiuto, si raccontano le rispettive difficoltà di timidi compulsivi e si danno reciprocamente coraggio (per quanto possibile!). Tra loro c’è Angélique (Isabelle Carré), eccellente cioccolataia che, dopo la morte improvvisa del suo capo, è costretta a cercare lavoro altrove. Il […]

Gli amori folli

Ottantotto anni. Una vita passata nel cinema. Nel 1959, l’anno in cui realizzò il suo capolavoro Hiroshima mon amour, aveva già portato a termine ventisei opere tra corti e documentari. Stiamo parlando di Alain Resnais, maestro della cinematografia francese che ha sempre percorso strade anticonvenzionali, stravaganti, ostiche, personali. Il suo è un cinema filosofico e teorico, […]