Archivio categoria: Domenico Procacci

Mia madre

Da sempre fedele a un un’idea di cinema nella quale la componente autobiografica è uno degli elementi portanti dell’ispirazione, anche per questo cupo dramma intimista Nanni Moretti si affida al proprio vissuto «reale» per raccontare l’ennesima storia di una crisi esistenziale che parte dagli angusti confini dell’io tormentato del singolo per diventare grido di allarme […]

Diaz

Tra le tante immagini di devastante violenza che per due ore investono lo spettatore, le più traumatiche sono per assurdo quelle che non mostrano nulla limitandosi a mettere nero su bianco dieci anni di mancata giustizia per quanti (le vittime e le loro famiglie ma anche l’intera società civile) speravano che i responsabili materiali di […]

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Cosmonauta

Sicuramente interessante, se pur non scevro da difetti, questo Cosmonauta, opera prima di Susanna Nicchiarelli che ha vinto il Premio per il miglior film nella sezione “Controcampo italiano” alla Mostra del Cinema di Venezia 2009. Siamo nel 1957: la piccola Luciana abbandona frettolosamente la chiesa e torna a casa; la prima comunione non c’entra niente […]

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Un giorno perfetto

Col suo ultimo film Ferzan Ozpetek si immerge in un’atmosfera più cupa di quelle a cui ci ha abituato raccontando una storia intensa e drammatica, quella di un padre che non riesce ad accettare la separazione dalla moglie e, sentendosi escluso da una famiglia che cerca a fatica di ritrovare l’equilibrio in una quotidianità non sempre […]

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La terra

Prima di analizzare l’ultimo film di Sergio Rubini, è bene proporre una premessa che diventa contemporaneamente punto di partenza, fulcro e punto di arrivo di un ragionamento, condensato nel titolo stesso dell’opera: la terra. Proprio perché è questa la vera protagonista della pellicola: il luogo, l’habitat, le coordinate geografiche di una pluralità di vite. Assistiamo in […]

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Tickets

A differenza di altri film a più mani, come, ad esempio, il recente, e deludente, Eros di Antonioni, Soderbergh, Kar Wai, Tickets di Olmi, Kiarostami, Loach, risulta abbastanza compatto e coerente: il tempo passa veloce e lo spettatore non si annoia mai. La pellicola si apre con le immagini di Olmi che racconta, con garbo e profonda […]