Visionaria 2003

Mi manca la terra, XII edizione del Visionaria International Film Festival: parte dalla memoria “la lotta per la cultura della differenza e dell’alterità. Sono proprio queste ultime le parole del direttore artistico Mauro Tozzi, che meglio descrivono le aspirazioni di Visionaria 2003, la rassegna presieduta da Alessandro Benvenuti e in programma a Siena – tra Teatro dei Rozzi, Santa Maria della Scala e Corte dei Miracoli – dal 5 all’8 novembre con concorso e proiezioni, fino all’8 dicembre con mostre ed eventi. Nella sua introduzione al catalogo del videofestival senese, Tozzi racconta infatti il bisogno di ritrovare le origini: “in questa accezione, sta tutta la nostra convinzione che bisogna essere prima di tutto terra per guardare il cielo.” Ma con un bilancio decurtato di oltre il 40% rispetto all’anno precedente e con la spada di Damocle di una tredicesima edizione che forse il venturo non ci sarà, è forse davvero visionaria l’attenzione di questa rassegna per tecnologia, sperimentazione e immagine elettronica (vd. l’articolo Tagli percentuali di S. Milesi sui problemi di finanziamento ai festival). Proprio in quest’anno difficile, l’organizzazione è stata così benevolamente visionaria da non aver comunque voluto penalizzare gli autori in concorso, approntando per la prima volta apposite giurie con specifiche competenze settoriali per ogni categoria in concorso (per un totale di 20 giurati che è il doppio della passata edizione) e comunque non eludendo il distintivo ricorso al giudizio emozionale del pubblico in sala nell’assegnazione del “Gran Premio Visionario”.

Grazie al voto popolare, si aggiudica quindi i 1.000 euro in palio per questa XII edizione di Visionaria, il cortometraggio Rosso fango di Paolo Ameli (Italia, 2002, 12’), scritto e sceneggiato dall’autore per quella che dichiara essere una storia realmente accaduta in Francia, il 28 settembre 1918, dove un soldato inglese perde l’occasione di rivoluzionare le sorti mondiali non premendo il grilletto su un nemico caduto che poi si scoprirà essere Adolph Hitler. E se l’altro cortometraggio della categoria “Finzioni ed Oltre” ad arrivare in lizza – L’ultimo pistolero di Alessandro Dominici (Italia, 2002, 10’) – brilla un po’ troppo della luce riflessa dall’interprete Franco Nero alla ritrita struttura western classica, niente c’è da dire dell’altro finalista generalista Tim Tom di Christel Pougeoise e Roman Segaud (Francia, 2002, 4’ 20’’), un’incantevole animazione meta-filmica e meta-testuale che vede rincorrersi due piccoli block-notes animati contro il volere del loro autore. Ecco allora i lavori premiati (500 euro) nelle singole categorie in concorso. Per la già citata categoria “Finzioni e Oltre”, è Il giorno del Santo di Massimiliano e Gianluca De Serio (Italia, 2002, 15’) a meritarsi il primo posto. Nel video – girato (“in economia”, dichiarano) da due gemelli torinesi e da loro dedicato alla madre – viene seguita l’ultima giornata lavorativa di una ragazza curdo-irachena (nella realtà, attrice italianissima!) in una fabbrica ai bordi di Torino, nel loro stesso quartiere. Per la sezione “Animazione e Computer Animazione” – in cui il numero di concorrenti è raddoppiato rispetto al 2002 – riscuote un gran successo tra la platea durante la serata finale, il primo classificato Tom the cat di Bastien Charrier, Patrick Jean, Lucas Salton e Neïla Terrien (Francia, 2002, 5’24’’), un filmato utile per capire come, anche nell’animazione, sia tutto sempre una questione di punti di vista: qui, quelli del gatto Tom, della nonna e del cane rispetto ad uno spassosissimo investimento stradale.

Per la categoria “Video Arte” arriva sul palco del teatro, dopo il trafelato viaggio della giovane regista da Milano, Glowing Blue 2 di Barbara Brugola (Italia, 2003, 5’21’’): l’immagine di una donna ripresa nella sua eterea sospensione tra cielo e acqua, secondo tre quadri di immobilità-movimento instabilità tra i due.
Per la sezione “Video Documentario”, cattura infine il maggior numero di preferenze tra i giurati C’è molto da aspettare? di Gaetano De Lorenzo (Italia, 2003, 19’), una storia semplice in cui il microcosmo di un salone da barbieri del Sud Italia viene ben descritto da ricercate inquadrature che rendono il visibile meno “banale” (vd. l’articolo “Tra-passato (e) prossimo” di S. Milesi). “Premio della Critica al Miglior Video, categoria speciale Reciprocamente, assegnato dalla Giuria in collaborazione con il Comitato di Ente per le Pari Opportunità del Comune di Siena”: Amaurosis di Jesús Armos (Spagna, 2003, 9’) ovvero quando la cecità si trasforma in spettacolo teatrale. Accattivante è in ultimo risultata anche la performance audiovisiva di Jean-Philippe Pearson con il suo Corto “à la carte”- servizio rapido: il 5 novembre chiede al pubblico del Teatro indicazioni su titolo, caratterizzazione dei personaggi e trama; il 7 novembre presenta al pubblico il montato di quella 48 ore di riprese ed è pure un buon risultato. Da segnalare, tra le iniziative organizzate in concomitanza del concorso per audiovisivi, la mostra “Anima & Azione. La scuola d’animazione bulgara dal 1970 ad oggi” in cui si espone una personale di Slav Bakalov (Palma d’Oro a Cannes nel 1985) e una collettiva degli altri tre pittori-animatori dello Studio Sofia (addirittura nato nei lontani anni ’60): Anri Kulev, Rumen Petkov e Nikolai Todorov. Il tutto e una parte: non solo proiezioni no-stop di videocassette animate, ma anche disegni originali e rodovetri.