Vallanzasca – Gli angeli del male di Michele Placido – 67a Mostra del Cinema di Venezia – Fuori Concorso

Fuori concorso è stato presentato Vallanzasca – Gli angeli del male, ultima fatica, come regista, di Michele Placido, che prosegue il discorso sulla malavita avviato con Romanzo criminale, il grande sogno (2005). Renato Vallanzasca (1950) è stato, negli anni settanta un mito per la malavita e, in parte, per l’opinione pubblica. Il tutto è aurato dalle sue gesta criminali, le fughe dal carcere, gli amori, fra cui quello clamoroso di Emanuela Trapani, figlia di un imprenditore milanese, sequestrata e rilasciata dopo il pagamento di un riscatto di un miliardo di lire. Il film è costruito molto bene, con particolare attenzione alla vita nel carcere e ai rapporti con gli altri membri della banda. Ne emerge il quadro di una delinquenza lontana anni luce da quella attuale, come costatò lo stesso bandito nel corso di una famosa intervista a Radio Popolare, unito a un quadro psicologico molto ben strutturato su un personaggio che sceglie volutamente la strada della delinquenza (in più di un’occasione ripete: sono nato per essere un ladro). E’ un approccio che mette in secondo piano gli aspetti socialmente più rilevanti – quelli sono anche gli anni in cui la contestazione giovanile stava progressivamente scivolando sulla china del terrorismo brigatista – ma recupera l’interezza umana di un personaggio che, nel finale, quasi si arrende ai carabinieri più per consapevolezza che il suo ruolo é ormai fuori dai tempi, che non per ragioni legate allo sviluppo avventuroso della storia. In definitiva un film di buon livello, degno del miglior cinema di genere, non solo di quello nazionale. Da notare, infine, la straordinaria interpretazione di Kim Rossi Stuart nel ruolo del bel Renè.

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