La scomparsa di Lietta Tornabuoni

Il Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani – SNCCI, esprimendo il proprio cordoglio, intende ricordare Lietta Tornabuoni scomparsa oggi (11 gennaio 2011). Giornalista, anche di costume, editorialista e critica cinematografica Lietta Tornabuoni è stata membro per molti anni del SNCCI. Per il nostro Sindacato è stata in passato anche componente del Direttivo.
Le testate giornalistiche per le quali scriveva le sue recensioni e i suoi articoli dedicati al cinema, e non solo, erano il settimanale L’Espresso e il quotidiano La Stampa, ma in passato aveva lavorato anche per L’Europeo e per un breve periodo per il Corriere della Sera. Negli anni novanta le sue recensioni sono state raccolte in diversi volumi intitolato Al Cinema (B.C. Dalai Editore)

Dal sito de L’Espresso riportiamo un estratto della news con la quale è stata  comunicata la scomparsa della critica/giornalista: “Aveva 79 anni e da pochi giorni aveva consegnato alla redazione la sua ultima rubrica dedicata al film “Kill Me Please”, del regista francese Olias Barco: una pellicola che, scriveva Lietta, «affronta l’argomento rimosso per eccellenza della nostra epoca, la morte».

Sul sito internet de La Stampa è stato pubblicato invece un articolo firmato da Raffaella Silipo che recita così: “Era critico cinematografico del nostro giornale dai primi Anni 90, aveva raccolto il testimone dal grande amico Stefano Reggiani: le sue recensioni asciutte e puntuali coglievano sempre il senso profondo dei film. Indimenticabili i suoi ritratti dei grandi del cinema che aveva conosciuto, come quello, tra gli ultimi, della sceneggiatrice Suso Cecchi d’Amico scomparsa in agosto. Non si faceva problemi ad alternare il mestiere del critico a quello del cronista, guardava la realtà con curiosità inesausta e affettuoso disincanto, senso dell’umorismo tutto toscano e severo rigore sabaudo, prima di tutto con se stessa. Una gran signora del giornalismo italiano”.

L’Espresso – La news della scomparsa di Lietta Tornabuoni

La Stampa – L’articolo di Raffaella Silipo