La cultura come risorsa – Catalogo 26a Settimana Internazionale della Critica

Pubblichiamo la prefazione al catalogo della 26 Settimana Internazionale della Critica scritta dal Presidente SNCCI Bruno Torri – Leggi il programma della SIC 2011

Nell’edizione dello scorso anno della Settimana Internazionale della Critica, una delle migliori della sua storia ormai non più tanto breve, erano presenti, oltre quello italiano che già aveva un distributore per il nostro mercato, altri sei film stranieri. Di questi, al termine della manifestazione, ben tre erano stati acquistati per la distribuzione cinematografica in Italia: un risultato molto soddisfacente, che dimostra l’utilità della SIC al fine di promuovere, socialmente ed economicamente, opere artisticamente qualificate e, ma in concreto si tratta della stessa cosa, di contribuire a dare una risposta positiva alla domanda culturale del pubblico, o più esattamente, di quegli spettatori più esigenti, più abituati alla frequentazione delle sale d’essai. Già questo risultato, sommato alla funzione di scoperta e di conoscenza critica che la Settimana attua durante il suo svolgimento veneziano, giustificherebbe ampiamente il sostegno dato dallo Stato sotto forma di sovvenzione economica “a fondo perduto”, come si dice in gergo tecnico-burocratico. E tuttavia, anche in considerazione della pesante congiuntura che sta attraversando l’economia nazionale, su questo punto conviene soffermarsi ancora un momento per integrare il discorso con altri dati e altri elementi valutativi. Premesso e ribadito che la cultura, in qualsiasi modo si configuri, è sempre e comunque un valore fondamentale, un valore, per il singolo e per la collettività, che ogni Stato democratico dovrebbe continuamente sostenere e potenziare, occorre subito aggiungere che può essere anche una risorsa, appunto con importanti ricadute economiche e sociali. Vediamo se questo vale pure per la SIC, le cui motivazioni, come abbiamo sempre dichiarato, sono prioritariamente, se non proprio esclusivamente, di ordine culturale, e di conseguenza diamo anche la parola ai numeri. Nel 2010, il Sindacato Nazionale Critici Cinematografici ha ricevuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali un contributo finanziario di 110.000 euro (rispetto ai 115 del 2009 e ai 120 del 2008) e ne ha destinati 85.000 all’organizzazione della Settimana. Tale cifra, cui si sono aggiunti altri apporti economici, diretti o indiretti, tra cui quello assolutamente decisivo della Biennale, ha permesso l’organizzazione dell’iniziativa, il cui costo complessivo è risultato pari a 205.000 euro. Ebbene, se assieme a questa spesa si prende in esame tutto l’indotto determinato dalla manifestazione (viaggi e presenze a Venezia di persone che hanno collaborato ai film selezionati, biglietti cinematografici venduti durante la Mostra del Cinema e, soprattutto, nelle proiezioni successive, costi per l’approntamento dell’edizione italiana dei film stranieri presi in distribuzione e altro ancora) e si fa un calcolo approssimativo (per difetto) di quanto tutto ciò abbia comportato in termini di tasse pagate allo Stato, risulta che a fronte di un esborso di denaro pubblico ammontante agli 85.000 euro sopra indicati corrispondono introiti, per lo Stato stesso, di oltre 200.000 euro. Sarà forse vero che “con la cultura non si mangia”, ma è certamente vero che attività culturali come la SIC, oltre a non affamare nessuno, finiscono per funzionare anche come un volano economico. Non solo: attività siffatte danno lavoro, sia pure occasionale, a non poche persone, svolgendo così, unitamente alla connaturata funzione culturale, una funzione anche sociale. A dimostrazione, ancora una volta, che la dimensione operativa della cultura, quando alla giustezza dei propositi si accompagna il rigore amministrativo, provoca esiti che, mentre non implicano alcun tipo di passività, vanno a vantaggio di molti e ricompensano in più maniere il coinvolgimento, doveroso e insieme meritevole, delle istituzioni pubbliche. Con questi convincimenti è stata predisposta anche l’edizione 2011 della SIC, cui auspichiamo di ricevere, specialmente da parte della critica cinematografica e di quanti amano il cinema più teso all’innovazione espressiva e alla sostanza comunicativa, gli stessi consensi che sino a oggi ha saputo guadagnarsi.