Censura bis contro Marco Bellocchio

ll Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (SNCCI), in merito a quanto deliberato dalla maggioranza del Consiglio regionale del Friuli per boicottare di fatto la realizzazione del film La bella addormentata di Marco Bellocchio, ritiene doveroso esprimere il proprio totale dissenso e ricordare quanto segue: a) il dettato dell’art. 21 della Costituzione; b) che Bellocchio è un regista di grande e meritato prestigio, anche in campo internazionale, e che già in passato ha saputo affrontare temi difficili e controversi con esiti estetici ed etici ampiamente apprezzati; c) che la censura ideologica, per di più preventiva, è una prassi tipica dei regimi dittatoriali; d)  che, conseguentemente, l’esercizio della libertà d’espressione e il pluralismo delle idee sono valori caratterizzanti un sistema democratico. Il SNCCI auspica che la Film Commission friulana, coerentemente con le procedure adottate nel recente passato e in conformità con i suoi fini istituzionali che coniugano motivazioni culturali e interessi economici, non tenga conto dell’arbitraria imposizione contenuta nella suddetta delibera e decida, autonomamente, a vantaggio del proprio territorio e del cinema italiano.

Quanto sopra riportato è il testo di un comunicato stampa del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani qui pubblicato lo scorso 2 gennaio e poi ripreso da CineCritica cartacea. Successivamente la Film Commission della Regione Friuli, dimostrando dignità istituzionale, autonomia decisionale e capacità di far convergere più che legittimi interessi territoriali (anche, ma non solo, economici) e giuste istanze culturali, deliberava un finanziamento di 150 mila euro al film di Bellocchio. Per tutta risposta, la Giunta della Regione Friuli Venezia Giulia, più che mai scatenata nel suo furore censorio, si è inventata un’altra scorretta procedura per continuare a boicottare il film, cioè una pretestuosa modifica di bilancio che toglie alla Film Commission la disponibilità finanziaria dei fondi a suo tempo stanziati, dopo che questi stessi fondi sono stati impegnati nel modo formalmente e sostanzialmente più corretto. Si tratta di un atto che eticamente si commenta da solo; che, oltre il film, danneggia la stessa Film Commission; e che pertanto deve essere decisamente contrastato da tutti coloro che hanno a cuore la libertà d’espressione e l’uso corretto del denaro pubblico da parte degli Enti pubblici.

(Comunicato Stampa Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani – SNCCI)


Comunicato stampa dell’Associazione Film Commissione Italiane (IFC)

La decisione presa dall’Assessora regionale alla Cultura del Friuli di privare i fondi alla Film Commission regionale, è di una gravità dirompente. E’ evidente che la decisione, che rende inefficaci le legittime delibere già assunte dalla Film commission in ottemperanza alle leggi e ai regolamenti, è stata presa per ragioni strumentali e ideologiche, per impedire che il film “Bella addormentata” di Marco Bellocchio ricevesse il contributo cui aveva diritto.

Le conseguenze sono devastanti: anni di buon lavoro della Film commission, che aveva saputo attirare in Friuli produzioni importanti e qualificate, vanno in fumo per la perdita di autonomia e credibilità che le viene inflitta.  Si crea un alibi e un incentivo alla delocalizzazione della produzione: episodi di questo genere certo non possono succedere in nessuno dei Paesi concorrenti (incluse Romania, Bulgaria, Ungheria…). Si fa cadere l’intero edificio degli incentivi volti ad attrarre investimenti esteri in Italia: quale produzione straniera si fiderà a venire in un Paese in cui il potere politico può agire arbitrariamente senza alcun rispetto per la legge, per puri motivi propagandistici?

Non solo il Friuli dunque, ma l’intero sistema cinematografico nazionale subisce un danno gravissimo. Il fatto che la decisione sia presa in concomitanza col festival di Cannes rende ancora più immediati questi effetti, perché inevitabile sarà la risonanza internazionale della decisione. Tutte le rappresentanze del cinema italiano insorgono contro questo atto di brutalità e incompetenza e ne chiedono il ritiro immediato.