Là-Bas – Incontro con Guido Lombardi, il cast e i produttori

È stato presentato alla Casa del Cinema di Roma Là-Bas , sorprendente esordio di Guido Lombardi  che ha trionfato alla Mostra del Cinema di Venezia  aggiudicandosi il Leone del Futuro – Premio Opera Prima Luigi De Laurentis, oltre al premio del pubblico Kino nell’ambito della 26. Settimana Internazionale della Critica. Non unica tappa lungo la via dei festival per quest’opera che ha vinto anche il Flash Forward Award al Busan International Film Festival in Corea del Sud, oggi la più importante manifestazione cinematografica del continente asiatico.

Nelle sale dal 9 marzo, la pellicola racconta la vita di un immigrato nella più africana delle città italiane, come Saviano definisce Napoli, o meglio un “immigrato al bivio”, come precisa il regista portando l’attenzione su quanto il racconto superi l’impostazione buonista, focalizzandosi sulla scelta tra onestà rassegnata alla miseria e aspettative dalle implicazioni criminali che si misurano con banconote dal grosso taglio. Ma non è tutto. Là-Bas è molto più di una storia raggiunta in fase di sceneggiatura dalla cronaca, quella strage di Castel Volturno del settembre 2008 che ammazzò sei africani per mano della mafia locale. Il coraggio è nell’operazione tout court che questa opera prima compie in tutte le sue fasi produttive. “Tipico film suicida”, come lo definisce Lombardi con una certa autoironia. Effettivamente, pensando all’industria cinema per un regista al suo esordio, gli elementi  dell’atto estremo ci sono tutti: sottotitoli, dialoghi in francese, inglese, napoletano, attori non professionisti di colore, tema immigrazione. Si aggiungano non pochi problemi causati dall’allora amministrazione comunale e dal sindaco durante il periodo delle riprese, a riprova di quanta ostilità possa portarsi dietro Là-Bas. Ma non sarà certo questo a ridimensionare il riconoscimento –non parliamo di successo di pubblico- meritato. La distribuzione è prevista infatti in 15 copie, sufficienti a non gettare il film in pasto alla voracità delle dinamiche di botteghino. L’obiettivo e  far vedere il film e soprattutto promuovere un confronto col pubblico, perché “non è un valore aggiunto il fatto di avere un numero di copie maggiore rispetto a quelle che la natura dell’opera richiede”, puntualizza Roberto Cicutto di Cinecittà Luce. E aggiunge:  “Trovo che negli ultimi anni questa cosa abbia creato moltissimi danni, condannando film che potevano avere vita lunga a una vita molto breve”.

Presenti alla conferenza stampa anche i tre produttori: Dario Formisano per Eschimo, Gaetano di Vaio per Figli del Bronx e Gianluca Curti per Minerva Picture. Un sodalizio che attualmente continua con la pre-produzione di un altro lungometraggio  “Take Five” e con la prossima uscita di un romanzo edito da Einaudi e scritto a quattro mani da Guido Lombardi e Di Vaio che racconterà altre storie reali di malavita grazie alle testimonianze dirette dei protagonisti.

Degli attori del cast presenti in sala, il protagonista Kader Alassane, Billi Serigne Faie e Esther Elisha, la sola professionista. Autentiche le testimonianze dei due africani che sul set  hanno vissuto in maniera più estrema il già labile confine tra realtà e finzione.  Loro sono i personaggi, raccontano di aver vissuto come altri immigrati la fascinazione dell’Italia, “un Paese democratico dove la Legge è uguale per  tutti ma i Diritti no”.  Da Kader Alassane l’auspicio e l’esortazione a far circuitare il film in Africa dove c’è più bisogno che sia visto. Di grande interesse anche la riflessione sul razzismo che Là-Bas porta con sé, affrontata con lucida analisi sociologica da Pap Diaw, portavoce della comunità senegalese di Firenze intervenuto ad esprimere il proprio punto di vista sui contenuti del film.

Per ultimo, un ricordo a Joseph Aymbora, il solo superstite e testimone della feroce mattanza di Castel Volturno, morto lo scorso 28 febbraio. Il suo apporto fu determinante nella cattura e successiva condanna degli stragisti. Viveva sotto stretto regime di protezione. Doveroso l’ultimo ufficiale saluto durante la conferenza del film che ha tratto ineludibile spunto dalla cronaca di quel massacro.