Istantanee sul territorio – Film, volti, idee del nuovo millennio (Rubbettino)

Fra la scarsa e insufficiente attenzione dei grandi mezzi di comunicazione, negli ultimi dieci anni, il cinema italiano è molto cambiato. A partire dalla fatidica data del 2000, la nostra industria audiovisiva è progressivamente cresciuta nel volume d’affari,nell’attenzione di pubblico, nel numero delle proposte realizzate ogni anno, nella complessiva qualità dei film prodotti. Qualche più attento osservatore ha parlato addirittura di «rinascita».Di sicuro dall’inizio del terzo millennio si è innescata una sorta di ciclo positivo e virtuoso che ha cambiato la realtà del settore. Nel breve volgere di pochi anni è emersa una nuova generazione di autori capaci di imporsi anche a livello internazionale, come nel caso di Matteo Garrone e Paolo Sorrentino, di registi che hanno ritrovato il gusto di raccontare il Paese, riscoprendo la vocazione al romanzesco e alla narrazione, liberandosi dall’epica dell’intimo e dal cinema delle due stanze e cucina.

I più stretti legami fra letteratura e scrittura cinematografica, sia nella scelta dei soggetti da realizzare sul grande schermo, sia nella partecipazione di romanzieri alla compilazione di sceneggiature e copioni, hanno integrato e migliorato entrambi i comparti. E un altro apporto è arrivato dall’improvvisa resurrezione di un genere, il documentario, che sembrava destinato all’estinzione e che, nonostante la penalizzante invisibilità, ha fornito interessanti spunti di riflessione sul passato, il presente e il futuro del Paese.

In questo sforzo di approfondimento, i nostri cineasti sono stati favoriti anche dall’apparizione di nuove figure professionali nel settore della produzione, che hanno funzionato come tramite per riavvicinare autori e spettatori, film e pubblico. Negli ultimi anni la crescita della quota di mercato della produzione nazionale è stata evidente e si è concretizzata grazie allo straordinario successo di alcune commedie popolari, ma anche con il sostanziale e spesso decisivo contributo di quel cinema d’autore, che, più di altri generi, ha visto crescere attenzioni e interessi nei propri confronti.

Al rinnovato affetto nei confronti del cinema italiano ha poi fortemente contribuito la definitiva affermazione di una nuova generazione di interpreti, capaci di funzionare come immediato elemento di richiamo e in qualche caso come marchio di garanzia di qualità, al pari dei registi. Per certi versi si potrebbe perfino affermare che il nostro cinema non sia mai stato così ricco di attori come in questo periodo. Grazie alla frequentazione delle scuole, ma anche alla palestra offerta dalle tante occasioni della produzione televisiva di fiction non solo è cresciuta la preparazione professionale dei nostri interpreti,ma è maturata allo stesso tempo una sorta di etica del mestiere, che era un elemento abbastanza sconosciuto nella tradizione nazionale.

La fioritura di nomi nuovi ha riguardato anche gli apporti tecnici: direttori della fotografia,montatori, scenografi, costumisti. Anche grazie ad una maggiore vicinanza anagrafica si è così fortificato uno spirito di squadra e una diffusa solidarietà che hanno aiutato i singoli, ciascuno nel proprio specifico campo di appartenenza, a crescere.

Nei dodici anni che ormai ci separano dal 2000 molte cose sono cambiate anche sul versante strutturale; in questo periodo si è registrata una progressiva, inarrestabile diminuzione dell’intervento pubblico a favore del settore, solo in parte sostituita da meccanismi alternativi, quali tax credit e tax shelter. La realtà è che oggi le risorse dello Stato a favore del settore, sia per il sostegno alla produzione e alla distribuzione di film, sia per la promozione del nostro cinema all’estero, sia per la realizzazione di festival e rassegne, sono davvero minime. Se il numero dei film prodotti si è mantenuto costante, o addirittura è stato incrementato, lo si deve sempre più all’intervento di risorse private, supportate nella maggior parte dei casi dalla partecipazione dei due grandi broadcaster nazionali: Rai e Medusa, capaci di condizionare non sempre positivamente scelte produttive e autoriali dei nostri cineasti.

Insomma nel cinema italiano i nodi strutturali da risolvere, a cominciare proprio da una reale liberalizzazione del mercato, sono ancora numerosi. La realtà è caratterizzata da luci e ombre e i più recenti segnali sembrano adombrare la fine del ciclo positivo e virtuoso cui si è accennato e la necessità di avviare una nuova, inedita stagione. Attraverso una serie di analisi operate da un variegato gruppo di studiosi, compresi i più promettenti rappresentanti di una nuova generazione critica, questo volume intende proprio offrire una visione complessiva del nostro cinema, suggerendo implicitamente non pochi spunti di riflessione.Per favorirne la lettura, il volume è suddiviso in sezioni, che sono poi i fenomeni e i temi emergenti negli studi sul cinema: la produzione e i suoi riflessi sull’immaginario e sullo stile; il confronto fra autorialità e cinema di genere; gli interpreti; il cinemadel reale, dedicato alla rinascita del documentario; i rapporti con la letteratura contemporanea.

Si tratta di «istantanee», appunto (da ciò il titolo del libro), scattate da più punti di vista sulla situazione odierna, fotogrammi significativi di un cinema e di un universo mediatico che promettono ancora sorprese.

*INTRODUZIONE del volume Istantanee sul territorio – Film, volti, idee del nuovo millennio

A cura di Franco Montini e Vito Zagarrio – Rubbettino Editore (collana Cinema Focus)

Presentazione del libro: mercoledì 13 marzo 2013 – ore 18.00 – Casa del Cinema (Roma)