Monica e il desiderio

Ingmar Bergman – Retrospettiva e convegno

Monica e il desiderioLa manifestazione organizzata da Centro Espressioni Cinematografiche di Udine, Cinemazero di Pordenone, La Cineteca del Friuli, propone a Udine e Pordenone dal 10 novembre 2004 al 24 febbraio 2005 una grande retrospettiva dedicata a Ingmar Bergman e un convegno internazionale di studi Pordenone 4 e 5 febbraio 2005 comunicato stampa del settembre 2004.

Dopo aver presentato l’opera completa di Bresson, Buñuel, Tati, Ophüls, Dreyer e Fellini, Lo sguardo dei maestri, rassegna giunta alla sua settima edizione, ripercorrerà la storia di un altro grande regista europeo: Ingmar Bergman. L’ampia retrospettiva – che avrà luogo sia a Udine che a Pordenone – verrà inaugurata il 10 novembre prossimo, proponendo, in coda alle 15 serate dedicate alle “visioni”, anche lo svolgimento del consueto convegno internazionale di studi. Il convegno dal titolo “Dopo il congedo. La magica lanterna di Ingmar Bergman” si svolgerà a Pordenone il 4 e il 5 febbraio 2005 e vedrà la partecipazione dei maggiori esperti dell’opera bergmaniana accompagnati da alcuni testimoni e collaboratori del maestro svedese.

BergmanIn particolare, il convegno sarà articolato in più sessioni: alla prima, dedicata ad un solo film, Fanny e Alexander, definito dallo stesso Bergman come l’opera summa del suo intero iter artistico, seguirà una seconda incentrata sugli ultimi lavori cinematografici fino al recentissimo Saraband, nei quali appare chiara – introducendo una riflessione sul rapporto tra cinema e teatro, tra esistenza e messa in scena, tra presenza e assenza del sentimento religioso – una attitudine spiccata del regista a ripensare a temi e stili, motivi e forme delle proprie rappresentazioni cinematografiche, cercando così un incontro non solo con le arti tradizionali come letteratura e teatro, musica e pittura, ma anche con un potente medium come la televisione. Autore di un cinema che obbliga alla riflessione, che stimola il pensiero, Bergman si presenta come uno di quei pochi importanti nomi della storia del cinema mondiale capaci di raggiungere il pubblico di oggi con un bagaglio immenso di idee e immagini. Un bagaglio destinato a durare a lungo, rappresentativo di più di cinquant’anni di carriera.

Alla nobiltà dell’ispirazione si affianca anche la sua pressoché unica capacità di far corrispondere la qualità dei propri film all’accessibilità degli stessi al grande pubblico. Tutt’altro che elitario, il cinema di Bergman è universale per i temi che affronta che si possono riassumere in un unico grande soggetto: l’amore per l’uomo in tutte le sue diverse prospettive psicologiche ed esistenziali.

(comunicato stampa)