Inge Film – un documentario di Luca Scarzella e Simonetta Fiori

Tra gli Eventi Speciali del Festival Internazionale del Film di Roma 2010, si è potuto assistere alla proiezione di Inge Film, documentario di Luca Scarzella e Simonetta Fiori sull’appassionante vicenda umana e intellettuale di Inge Feltrinelli che è stata, poi, protagonista di un incontro con Amos Oz, Gad Lerner, Cristina Comencini.
Il film è, anzitutto, un grande ritratto al femminile e restituisce, cosa rara e preziosa in questi tempi, un’immagine “alta” della donna. Come ha fatto giustamente notare Cristina Comencini, accostando Inge Feltrinelli a Suso Cecchi D’Amico, “le donne della cultura parlano in modo semplicissimo della cultura stessa, privilegiandone la parte concreta, pratica”. Nel documentario, Inge Feltrinelli afferma di non ritenersi un’intellettuale ma di essere “un buon catalizzatore”. Certamente, la sua vivacità, la sua sincerità, il suo modo diretto e informale di comunicare, la sua curiosità hanno contribuito a fare di una vita, inizialmente “normale”, uno straordinario percorso che attraversa gran parte del Novecento.

Inge Feltrinelli ha conosciuto gli anni di Hitler, è stata fotografa nel secolo della fotografia, è stata compagna di vita e di lavoro di una figura fondamentale e complessa dell’editoria mondiale come Giangiacomo Feltrinelli. Attraverso il dipanarsi della sua esistenza, il documentario racconta anche l’Italia degli anni sessanta, l’Italia del boom e mostra l’inaridirsi progressivo di una spinta positiva (“Era pieno di gente che voleva cambiare il mondo con i libri..”).
Dopo la drammatica morte di Giangiacomo, Inge continua a impegnarsi nella casa editrice, facendo sì che il marchio, non solo resista, ma cresca e si rafforzi. “Per me la felicità è essere sopravvissuti ed avere continuato a pubblicare: la vita è bella” -ha concluso, nell’incontro seguito alla proiezione. Inge Film non è un pomposo “omaggio a” ma un documentario vivo e veloce, lontano da ogni retorica e capace di trasmettere energia e forza.

Introducendo la pellicola, Gad Lerner ha detto: “Giustizia sociale e bellezza vanno insieme, così come sinistra e cultura, e il ruolo della donna, nel ricordarcelo, è fondamentale”.
Inge Feltrinelli ha, senz’altro, fatto la sua parte.