Film e video d’artista Anni settanta. Milano

Si svolgerà tra l’1 dicembra 2009 e il 28 febbraio 2010, a Milano, presso Arrivi – Archivio Ricerca Visiva (Via Sandro Botticelli 8), la mostra dedicata al cinema sperimentale italiano degli anni settanta. Ecco la lista completa dei cineasti/artisti in mostra: Claudio Ambrosini, Gianfranco Baruchello, Anna Valeria Borsari, Maurizio Camerani, Paolo Cardazzo, Cioni Carpi, Gianni Caruso, Giuseppe Chiari, Pier Paolo Fassetta, Alberto Grifi, Sanja Ivecovic, Ziva Krauss, Ugo La Pietra, Alberto Moretti, Maurizio Nannucci, Luca Patella, Michele Sambin, Guido Sartorelli, Piccolo Sillani, Giovanni Soccol, Peggy Stuffi, Franco Vaccari, Luigi Viola.
Qui sotto il comunicato stampa della manifestazione.

Se la pellicola è stata utilizzata dagli artisti fin dagli inizi del secolo scorso, e se in seguito grazie alla diffusione di cineprese ad uso familiare è stato molto semplice girare brevi filmati in superotto, vere e proprie riprese video hanno comportato inizialmente una strumentazione più complessa, che in genere solo dai primi anni Settanta gli artisti hanno potuto utilizzare. Certo film e video d’artista – come l’uso della fotografia – oggi vengono visti come esperienze tipiche di quel periodo, ma all’epoca in realtà erano portati avanti da un ridottissimo numero di artisti e di gallerie o istituzioni culturali. In particolare per quanto riguarda la produzione di video: a Ferrara, a Palazzo dei Diamanti, Lola Bonora era riuscita a creare un importante centro; a Firenze si creò Art Tapes, curato da Maria Gloria Bicocchi; a Venezia, presso la galleria del Cavallino, Paolo Cardazzo, lui stesso autore di video, diede l’opportunità di lavorare con questo strumento non solo ad un gruppo di artisti locali, ma anche ad altri provenienti da più parti d’Europa oltre che dalla vicina Slovenia. Si trattava quindi di un circuito internazionale ma abbastanza ristretto ed al contempo non omogeneo, in quanto, come si evidenzia dalle presenze incluse in questa rassegna, che non vuole certo essere esaustiva, vi rientravano artisti di generazioni diverse, di cui alcuni già avevano precedenti esperienze di carattere cinematogreafico, altri esordivano in quegli anni; al contempo l’uso del video in certi casi è stato un fatto episodico, in altri uno strumento preferenziale se non unico, in altri ancora una delle modalità con cui nei decenni gli artisti hanno continuato ad esprimersi. La ricerca implicita nell’uso di questi mezzi, la necessità di contestare regole di comportamento e tradizionali modi di pensare, il porsi fuori da un’ottica di mercato, anche allora dominante nel mondo dell’arte, per quanto meno esplicita di oggi, hanno accomunato più di altri elementi le varie esperienze individuali.