Il critico americano Jonathan Rosenbaum al CinePalium Fest

Otto premi in palio per 16 pellicole in concorso; più di 60 film proiettati nella cupola geodetica-astronave all’ombra dello Spione in centro città; trenta ospiti internazionali, tra giurati, speaker, registi e professionisti del settore: si chiude domani a Palo del Colle la prima edizione di CinePalium Fest, il festival dedicato al cinema internazionale, organizzato da Sun Film Group e Moon Pictures.

Grande attesa per i film che si aggiudicheranno i premi nelle otto categorie in gara: lo “Spione d’argento” e 1500 euro al miglior film nella sezione ufficiale, con la giuria presieduta da Jonathan Rosenbaum; la pergamena e 500 euro al miglior corto per la sezione “Filmmakers INPuglia”, giuria presieduta da Bahman Maghsoudlou; la migliore sceneggiatura si aggiudicherà, invece, il “Premio Sun Film Group”: la pergamena e la produzione della pellicola. Verranno inoltre assegnati il “Premio della critica SNCCI”, giuria presieduta da Raffaele Meale; il “Premio Agiscuola” con la speciale giuria formata dagli istituti superiori Liceo Scientifico Amaldi di Bitetto, I.I.S.S. Fiore di Modugno, Liceo Classico e Linguistico Sylos di Bitonto; il “Premio Confindustria”, giuria presieduta da Graziano Mangoni; il “Premio del pubblico” e il “Premio FCAT”, in onore del Festival de Cine Africano de Tarifa con cui CinePalium è gemellato. La cerimonia di premiazione è prevista per le 18.30 in piazza Santa Croce.

Tra gli appuntamenti da non perdere, Pubblico interdetto, la speciale lezione-performance del collettivo Malastrada nel geoide alle 20.30 e l’anteprima speciale al Comune di Palo del Colle alle 11.30 della serie Filmmakers Unite (FU): A collective response to the state of our union, un “collaborative film” realizzato da Jay Rosenblatt ed Ellen Bruno che documenta le opinioni e i sentimenti nei confronti dell’attuale governo degli Stati Uniti. 13 cortometraggi selezionati tra più di 50, per dare una risposta collettiva al “regime Trump”, dando voce alla comunità del cinema indipendente, in maniera trasversale in termini di razza, etnia, classe, genere, orientamento sessuale e religione.

E proprio a proposito dell’attuale governo USA, il celebre critico statunitense del Chicago Reader, Jonathan Rosenbaum, intervenuto a CinePalium in veste di presidente della giuria “Spione d’argento”, afferma: “Negli Stati Uniti ci sono un’avversione e una paura legittime nei confronti delle politiche di Trump. Purtroppo l’unico canale attraverso cui queste emozioni vengono veicolate è quello dei mass media, che sono già saturi di indignazione nei confronti di questo ‘Berlusconi a stelle e strisce’”. Prosegue: “è triste, ma gli americani sembrano intimoriti dall’arte e dal cinema, anche più di quanto non lo siano di Trump stesso. C’è bisogno che chi lo osteggia, trovi nuove modalità di espressione e di condivisione dei propri punti di vista. C’è bisogno che queste persone comunichino con chi supporta il presidente, e viceversa. Purtroppo, questo risulta ancor più complicato a causa dai metodi fascisti che Trump utilizza per frammentare la società, anche mediaticamente, accrescendo odio e risentimento. Al momento i più giovani riescono ad avere una visione più lucida di tutto questo. I media americani, purtroppo, trattano qualsiasi cosa come se stessero commentando un evento sportivo”.

Conclude: “Sono veramente impaziente di vedere la serie Filmmakers Unite, progetto di cui ignoravo l’esistenza. E’ significativo che un cittadino americano ne debba sentir parlare in Italia”.

Tra i premi più attesi, il “Premio della critica”, assegnato dalla giuria del SNCCI, presieduta da Raffaele Meale, curatore delle sezioni “Film della critica” e CinePalium Kids, che commenta questa prima edizione di CinePalium: “la rassegna si è mossa nella direzione migliore, cercando di portare il cinema là dove è sempre mancato, senza necessariamente seguire i gusti già formati del pubblico, ma offrendo una proposta che potesse proporre una via alternativa. E’ indispensabile partire da occasioni come quella di Palo del Colle per cercare di riconnettere il grande pubblico a tipologie di cinema che ha dimenticato, o con cui nel corso del tempo ha smesso di dialogare”.

Prosegue: “il cinema d’autore non è e non deve essere necessariamente distante dalle grandi produzioni che sbancano i botteghini. Qui a Palo nella sezione CinePalium Kids sono stati proiettati gli uni accanto agli altri Il Grande Gigante Gentile di Steven Spielberg e I cormorani di Fabio Bobbio: l’intero costo del secondo ha probabilmente coperto una ventina di minuti di set del primo, ma in realtà si tratta di opere che parlano la stessa lingua, e non si oppongono realmente – al di là della forma – l’una all’altra”.

Conclude: “l’intero concetto di “cultura” deve tornare a essere centrale. Si è cercato di demonizzare tutto l’universo culturale, quindi anche quello cinematografico, facendo passare l’idea che fosse secondario, non indispensabile, e, poco per volta, una parte cospicua della società ha accettato questo concetto come verità. Bisogna scardinarlo e tornare a discutere apertamente di cultura, coinvolgendo tutti, non solo i giovani. La formazione la si fa partendo dalla dialettica, dall’incontro, dalla riscoperta di un dialogo fertile sulle immagini, e attraverso di esse”.