63° Festival del Film di Locarno

Una delle discussioni più frequenti nell’ambito degli addetti ai lavori del panorama filmico internazionale riguarda la natura del festival cinematografico. La risposta sembrerebbe semplice: ogni manifestazione ha la sua identità, la sua impostazione precipua e si rivolge di conseguenza a porzioni di pubblico e di critica molto precise. Se questo principio appare del tutto condivisibile, non altrettanto chiare e originali sembrano le scelte riscontrabili nei programmi di numerosi eventi festivalieri in giro per il mondo, spesso fin troppo simili e sovrapponibili.

Ebbene, se andiamo ad analizzare il quadro espositivo sul quale è incentrato il 63° Festival del Film di Locarno (4 – 10 / agosto /2010) ci possiamo invece accorgere della linea nitida e condivisibile applicata alla manifestazione svizzera. Tale linea è perfettamente descritta nel testo elaborato dal direttore artistico Olivier Père collocato nell’articolato materiale a disposizione dei giornalisti.
Si potrebbe iniziare con il definire quello di Locarno un festival cinefilo, una sorta di laboratorio di ricerca e di approfondimento che punta la sua attenzione in particolar modo sulle tendenze contemporanee relative alle giovani leve della cinematografia mondiale. In tal senso, la scelta critica della programmazione ha fatto sì che il cartellone sia denso di opere di giovani e giovanissimi cineasti, alcuni dei quali debuttanti.

Le nuove generazioni del terzo millennio sono state così non solo messe in evidenza ma anche decisamente valorizzate, in un panorama mondiale nel quale chi vuole emergere non trova sovente spazi così consistenti. Olivier Père la definisce “effervescenza che si manifesta in una ventina di opere prime, presenti trasversalmente in tutte le sezioni, dal film poliziesco al cinema sperimentale, dal documentario all’animazione, passando per il cinema fantasy e fantascientifico fino alla commedia e al melodramma”.
Appare, dunque, significativa nel quadro culturale del 63° Festival del Film di Locarno la sezione Cineasti del Presente, rassegna di opere di opere prime e seconde, ma anche di prove documentaristiche, che sono state portate a termine da registi che in precedenza hanno avuto modo di allenarsi alla palestra del cortometraggio.

Il Concorso Internazionale propone circa venti lungometraggi provenienti da moltissimi diversi paesi e che sono il più delle volte prime mondiali.
Da non dimenticare Piazza Grande, nell’ambito della quale spiccano titoli come Au fond des bois di Benoit Jacquot, The silence di Baran bo Odar e The Mission of the Human Resorces Manager di Eran Riklis e il Fuori Concorso che permetterà ai cinefili di vedere O Somma Luce di Jean-Marie Straub.
Infine, da notare il Premio che verrà destinato a Menachem Golan, autore israeliano attivo da decenni conosciuto fuori da Israele quasi esclusivamente come regista/produttore di pellicole ultra commerciali hollywoodiane ma in verità anche raffinato produttore di opere di maestri come John Cassavetes (Love Streams – Scia d’amore), Robert Altman (Follia d’amore), Barbet Schroeder (Barfly), Andrei Konchalovski (A trenta secondi dalla fine) e Jean-Luc Godard (King Lear).

PROGRAMMA

PIAZZA GRANDE

AU FOND DES BOIS di Benoît Jacquot – Francia/Germania – 102 min.

CYRUS di Jay Duplass e Mark Duplass – Stati Uniti – 2010 – 92 min.

DAS LETZTE SCHWEIGEN (The Silence) di Baran bo Odar – Germania – 2010 – 118 min.

GADKII UTENOK (The Ugly Duckling) di Garri Bardine – Russia – 2010 – 74 min. Animazione

HUGO KOBLET – PÉDALEUR DE CHARME di Daniel von Aarburg – Svizzera – 2010 – 97 min.

INVISIBLEBOY di Philippe Parreno – Francia – 2010 – 5 min.

KONGAVEGUR (King’s Road) di Valdis Oskarsdottir – Islanda – 2010 – 90 min.

L’AVOCAT (The Counsel) di Cédric Anger – Francia – 2010 – 95 min.

MONSTERS di Gareth Edwards – Regno Unito – 2010 – 97 min.

RAMMBOCK di Marvin Kren – Germania – 2010 – 64 min.

RARE EXPORTS: A CHRISTMAS TALE di Jalmari Helander – Finlandia/Francia – 2010 – 78 min.

RUBBER di Quentin Dupieux – Francia – 2010 – 84 min.

SOMMERVÖGEL (Little Paradise) di Paul Riniker – Svizzera – 2010 – 96 min.

SVET- AKE (The Light Thief) di Aktan Arym Kubat – Kirghizistan/Germania/Francia/Olanda – 2010 – 80 min.

THE MISSION OF THE HUMAN RESOURCES MANAGER di Eran Riklis – Israele – 2010

TO BE OR NOT TO BE (Vogliamo vivere!) di Ernst Lubitsch – USA –1942 – 99 min.

UOMINI CONTRO di Francesco Rosi – Italia – 1970 – 100 min.

CONCORSO INTERNAZIONALE

BAS-FONDS di Isild Le Besco – Francia – 2010 – 68 min.

BELI, BELI SVET (White White World) di Oleg Novkovic – Serbia/Svezia/Germania – 2010 – 121 min.

BEYOND THE STEPPES di Vanja d’Alcantara – Belgio/Polonia – 2010 – 90 min.

COLD WEATHER di Aaron Katz – Stati Uniti – 2010 – 97 min.

CURLING di Denis Côté – Canada – 2010 – 92 min.

HAN JIA (WINTER VACATION) di Li Hongqi – Cina – 2010 – 91 min.

HOMME AU BAIN (Man at Bath) di Christophe Honoré – Francia – 2010 – 72 min.

IM ALTER VON ELLEN (At Ellen’s Age) di Pia Marais – Germania – 2010 – 95 min.

KARAMAY di Xu Xin – Cina – 2010 – 356 min. Documentario

LA PETITE CHAMBRE di Stéphanie Chuat and Véronique Reymond – Svizzera – 2010 – 87 min.

LA.ZOMBIE di Bruce LaBruce – Germania/Stati Uniti/Francia – 2010 – 63 min.

LUZ NAS TREVAS – A VOLTA DO BANDIDO DA LUZ VERMELHA di Helena Ignez and Ícaro C. Martins – Brasile – 2010 – 83 min.

MORGEN di Marian Crisan – Romania – 2010 – 100 min.

PERIFERIC di Bogdan George Apetri – Romania/Austria – 2010 – 87 min.

PIETRO di Daniele Gaglianone – Italia – 2010 – 82 min.

SAÇ di Tayfun Pirselim – Turchia/Grecia – 2010 – 127 min.

SONGS OF LOVE AND HATE di Katalin Gödrös – Svizzera – 2010 – 89 min.

WOMB di Benedek Fliegauf – Germania/Ungheria/Francia/– 2010 – 107 min.

ALTRE SEZIONI

CINEASTI DEL PRESENTE
FUORI CONCORSO
CONCORSO PARDI DI DOMANI
RETROSPETTIVA ERNST LUBITSCH
OPEN DOORS
CINEMA SVIZZERO RISCOPERTO
SETTIMANA DELLA CRITICA

Il sito del 63° Festival del Film di Locarno