La critica cinematografica – Tra crisi e trasformazione (Pesaro 8 marzo 2003)

Il Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani organizza all’Hotel Savoy di Pesaro, sabato 8 marzo alle ore 17, un convegno dal titolo La critica cinematografica tra crisi e trasformazione.
Il programma prevede brevi relazioni introduttive di Maurizio G. De Bonis, Oscar Iarussi, Morando Morandini, Piero Spila, Umberto Rossi e Aldo Vigano, cui farà seguito la discussione coordinata da Bruno Torri. L’iniziativa, alla quale partecipano una cinquantina di critici cinematografici, si propone un esame critico – e autocritico – dell’attuale situazione della critica cinematografica che vede, da un lato, una sempre maggiore diminuzione di spazi proprio laddove (giornali, reti televisive) potrebbe esercitare con più incidenza la propria funzione di orientamento, mentre, dall’altro lato, si verifica l’apertura di nuovi campi di intervento (Internet, Università, Editoria specializzata).
Tutto ciò comporta anche la revisione e, forse, il rinnovamento delle procedure, delle “scritture”, delle professionalità degli stessi critici cinematografici, i quali sono sempre più costretti a difendere i propri margini di autonomia all’interno di un sistema massmediologico che non riconosce più nella cultura, e quindi anche nella critica, un valore primario da promuovere, e, al contempo, sono sempre più costretti a ripensare la propria identità intellettuale e il proprio ruolo sociale.

Relazione Convegno Pesaro

Il convegno La critica cinematografica tra crisi e trasformazione, svoltosi a Pesaro l’8 marzo 2003 e al quale hanno partecipato una cinquantina di critici, si è aperto con la relazione di Piero Spila. Spila ha messo in evidenza come, attualmente, la forbice tra critica e box-office sia sempre più stretta e come il pericolo principale per i critici sia quello di diventare “complici dell’esistente”. La critica, allora, deve evitare di svolgere un ruolo auto-referenziale ma, allo stesso tempo, i critici non devono avere paura della loro specializzazione.
E’ seguita, letta da Pellizzari, la relazione di Morando Morandini, il quale ha tracciato un panorama completo delle riviste italiane di cinema, da quelle storiche, come Bianco e Nero fino a Ciak. E’ stata, poi, la volta di Maurizio G. De Bonis, che si è occupato della critica su Internet e delle sue caratteristiche, necessariamente diverse da quelle della più tradizionale critica cartacea. Oscar Iarussi ha affermato che il cinema, o almeno certo cinema, costituisce oggi l’unica lingua da opporre al pensiero unico: la critica deve sostenere proprio quel cinema che coltiva silenzi e filma l’assenza di senso. Del resto, la parola “critica” ha la stessa radice di “crisi”. “Noi critici viviamo di crisi, dobbiamo coltivarla!” – ha concluso.
Umberto Rossi, a proposito del rapporto cinema – TV, ha asserito che se non si cambia l’impostazione della Tv è impossibile fare critica seria e ha spiegato come interviste ad attori e registi siano pilotate e controllate dagli Uffici Stampa.
Aldo Viganò ha privilegiato il tema dell’editoria specializzata e ha mostrato che se è vero che esiste molto materiale (monografie, dizionari, editoria universitaria, ecc), è altrettanto vero che prevale la tendenza alla genericità e manca una prospettiva critica ampia.
E’ seguita la discussione, coordinata da Bruno Torri e ricca di numerosi interventi riguardo ai temi citati: il rapporto cinema-TV, la critica e il cinema italiano, cinema e scuola.
Tutti i critici, pur essendo d’accordo sulla necessità di ripensare il proprio ruolo intellettuale e sociale, hanno riconosciuto nella cultura, e nella critica, un valore primario da promuovere e rilanciare. Oggi più che mai!

Mariella Cruciani