Archivio categoria: Ralph Fiennes

Ave, Cesare!

I fratelli Coen si sono confermati maestri d’atmosfera, suggestioni, rarefazioni (Barton Fink,  A Serious Man), piacevolmente visionari (Fratello, dove sei?), irresistibilmente comici (l’insuperato Il grande Lebowski), e perfettamente a loro agio anche su partiture più cupe (L’uomo che non c’era, Non è un paese per vecchi). Raramente, nell’arco di una filmografia vasta e di alto […]

A Bigger Splash

Per prima cosa, La piscina (1969) di Jacques Deray non c’entra niente. Con Bigger Splash c’entra molto invece l’omonima tela di David Hockney, nel senso che da quell’immagine sospesa, magnetica e vuota, il racconto procede a ritroso, in ralenty, e dagli spruzzi d’acqua risale ai corpi, alle storie, ai desideri e ai rancori che li […]

the_reader-img1

The Reader – A voce alta

Alla luce dell’evoluzione relativa al rapporto tra la produzione cinematografica degli ultimi venticinque anni e la tematica della Shoah, occorre accostarsi a The Reader con estrema attenzione. Come nostro costume, non terremo in alcuna considerazione il fatto che questo film firmato da Stephen Daldry sia tratto da un romanzo (per la precisione da un’opera letteraria di Bernard […]

spider

Spider

Da Spider arriva una conferma. Più che il regista dell’incubo biomeccanico, delle metamorfosi biologiche, dell’ambiguità (comportamentale) e dell’ambivalenza (sessuale), David Cronenberg è forse l’autore contemporaneo che sa rappresentare meglio l’interiorità umana, sia come espressione patologica del corpo mutante che come proiezione mentale dei peggiori deliri. Se, come scriveva Deleuze (filosofo caro a Cronenberg), il corpo non […]