Archivio categoria: Claudio Santamaria

Torneranno i prati

C’è un momento, più o meno a metà di Torneranno i prati, in cui forse a qualcuno tornerà in mente Prima linea (1956) di Robert Aldrich, dove un gruppo di soldati, chiusi in una cantina, è vittima dell’insensatezza di un capitano. Scherzi della memoria; pur all’interno dell’argomento bellico, l’ultimo film di Olmi è lontanissimo dal […]

Diaz

Tra le tante immagini di devastante violenza che per due ore investono lo spettatore, le più traumatiche sono per assurdo quelle che non mostrano nulla limitandosi a mettere nero su bianco dieci anni di mancata giustizia per quanti (le vittime e le loro famiglie ma anche l’intera società civile) speravano che i responsabili materiali di […]

Baciami ancora

Gabriele Muccino riunisce il cast dell’Ultimo bacio (fatta eccezione per Giovanna Mezzogiorno, sostituita da Vittoria Puccini) e costruisce un vero e proprio seguito di quel fortunato film, raccontando che cosa è successo nelle vite di quei trentenni confusi e nevrotici. Si scopre che in fondo poco è cambiato, che le inquietudini restano, che crescere interiormente […]

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Il caso dell’infedele Klara

L’ultimo film di Roberto Faenza, che vuole essere una meditazione amara sul sentimento della gelosia, ha il pregio di tentare una riflessione profonda sulla sostanza della passione amorosa e sulla sua essenza ultima, di provare cioè a indagare alla radice tutta la dolorosa contraddittorietà dei sentimenti. Ma l’intento, anche intrigante, da cui sembra muovere il regista […]

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La terra degli uomini rossi – Birdwatchers

A parte la Coppa Volpi a Silvio Orlando e il premio per la migliore opera prima a Pranzo di Ferragosto diGianni Di Gregorio, il cinema italiano è uscito dalla 65a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia in modo alquanto anonimo. Un po’ per l’inadeguatezza dei film di Ozpetek, Corsicato e Avati, un po’ per la miopia di […]

agata e la tempesta

Agata e la tempesta

Un’anima divisa in due, titolo di un suo film del1993, sembra adattarsi alla perfezione al carattere e alle scelte artistiche di Silvio Soldini che, dopo l’intenso Brucio nel vento (2002), immerso in una fredda atmosfera, realizza, invece, con Agata e la tempesta, un’opera coloratissima, allegra, giocosa, senz’altro più vicina a Pane e tulipani(2000). A dispetto del titolo e della […]