Hitparzut X un film di

Ilan Ben-Natan è un noto docente di astrofisica dell’Università di Haifa, ha una sessantina d’anni ed è sposato con Naomi, un’avvenente 28enne illustratrice di libri. Incline al sospetto, scopre di essere tradito e si trova ad affrontare l’amante della moglie, Oded Safra, un pittore filmaker più giovane di lui. Nel corso della discussione, lo scienziato uccide il rivale e porta via il corpo nel bagagliaio dell’auto. Con la complicità della madre ottantenne, Ilan sotterra l’uomo in una fossa appena scavata al cimitero. Per una serie di casualità, il cadavere viene scoperto ed è il commissario Anton Karam, vecchio amico del professore, a condurre le indagini. Quando tutte le tracce sembrano portare alla scoperta dell’assassino, un inatteso avvenimento rimetterà ogni elemento in discussione.

Come eliminare fisicamente l’amante segreto della propria moglie e farla franca senza che l’amata ne venga mai a conoscenza è un plot base per un noir, ma in Hitparzut X la trama si arricchisce di elementi psicologici che ruotano intorno a un mai evoluto rapporto figlio-madre e, quasi a specchio, a uno tra marito-moglie in cui, per la grande differenza d’età, l’uomo tende a fare quasi da padre alla donna. Che la mamma nei popoli mediterranei, e in particolare nella tradizione ebraica, abbia una forte influenza sulla prole si sa, ma quanto alcune siano disposte a fare in difesa dei propri eterni bambini ce lo farà scoprire questo film. Tratta da un racconto di Edna Mazaya che firma anche la sceneggiatura, e realizzata da Eitan Zur – tra gli autori e registi di Be Tipul la fortunata serie televisiva che ha ispirato In Treatment della statunitense HBO -, quest’opera prima è costruita sulle debolezze del protagonista maschile. La formazione logica dello scienziato non basta a consentirgli di tenere a bada il senso di colpa per l’omicidio compiuto e a frenare l’angoscia del rischio di vedere andare in frantumi l’apparente equilibrio matrimoniale. Sì, perché, lui è disposto a dimenticare il tradimento e anzi andrebbe anche oltre. D’altronde, se non si viene a scoprire quanto è accaduto è facile addomesticare la realtà per chi come lui non ama affrontare i problemi e preferisce far finta di nulla. Il film procede come una spirale, la stessa che attanaglia il protagonista che sembra destinato a non avere alcuna via di scampo. Perfino il piano progettato dall’anziana madre corsa solerte in aiuto dell’astrofisico, lentamente si sfalda. Per fortuna dello scienziato, però, non prevarrà la massima di Friedrick Dürrenmatt, secondo la quale è il caso a governare i destini umani.

Eitan Zur, nato a Tel Aviv nel 1963, studia cinema e televisione alla Tel Aviv University; in breve tempo si affaccia nel mondo televisivo israeliano dove è tra i creatori e regista dello show comico-satirico The Chamber Quintet. Il rapporto con la televisione continua sia in veste di ideatore che in quelle di regista, prima con la serie drammatica The Bourgeoisies, poi con il programma satirico This is Our Country e la serie TV Dovale Olam. Nel 2004 ha diretto il mediometraggio drammatico Ma Ata Sach? (You Don’t Say). Tra il 2006 e il 2007 è stato il regista di 14 episodi della serie televisiva statunitense Be Tipul (da cui la HBO ha ricavato In Treatment). Hitparzut X (2010) è il suo primo lungometraggio.