Giraldi, un cinema di frontiera – Convegno Venezia

Il Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (SNCCI), assieme al “Circuito Cinema” del Comune di Venezia e Mestre, al Trieste Film Festival e al Gruppo Triveneto dello stesso SNCCI, organizza a Venezia una manifestazione dedicata a Franco Giraldi. L’iniziativa, intitolata Franco Giraldi. Un cinema di frontiera, comprende la proiezione dei film e di molti dei documentari cinematografici e televisivi realizzati dal regista triestino nei suoi quarant’anni di carriera e si conclude con un Incontro in cui sono previsti gli interventi di Luciano De Giusti, Roberto Ellero, Giuseppe Ghigi, Annamaria Percavassi e Bruno Torri. All’Incontro, che ha luogo giovedì 29 marzo alle ore 21 presso la Multisala Giorgione Movie d’Essai (sala A) in Cannareggio 4612, partecipa anche lo stesso Giraldi.

NOTE SUL CONVEGNO
di Fabio Castelli

Il Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani, in collaborazione con il “Circuito Cinema” di Venezia e Mestre, il Gruppo Triveneto dello stesso SNCCI e il Trieste Film Festival, ha organizzato, giovedì 29 marzo nella Multisala Giorgione Movie d’Essai, un Incontro dal titolo Franco Giraldi. Un cinema di Frontiera. Nei giorni precedenti gli stessi organismi avevano curato la presentazione di un’ampia selezione dei lungometraggi di finzione e dei documentari del regista, che oltre quaranta anni fa si era trasferito da Trieste a Roma per scrivere di cinema (sulle pagine dell’Unità!) e soprattutto per fare cinema. L’Incontro, cui ha partecipato lo stesso Giraldi, è stato introdotto dagli interventi di Roberto Ellero, responsabile delle attività cinematografiche del Comune di Venezia, di Giuseppe Ghigi, fiduciario del Gruppo Triveneto, di Annamaria Percavassi, direttore del Trieste Film Festival, e del critico cinematografico Luciano De Giusti, i quali hanno tracciato un profilo di Giraldi evidenziando le sue matrici culturali (in particolare, la grande cultura mitteleuropea) e il suo passaggio dai generi cinematografici – come il western-spaghetti (ad esempio, 7 pistole per i Mac Gregor) o la commedia all’italiana (ad esempio, La bambolona) – al cinema d’autore, testimoniato da film liberamente desunti da testi letterari, tra cui risaltano, per i loro valori estetici, La rosa rossa e La giacca verde, o da documentari su tematiche socioculturali, come, tra i molti citabili, La città di Zeno. A Trieste con Italo Svevo, Trieste 1948, Istria – C’erano soltanto pietre.

Nel corso della discussione con Giraldi sono stati toccati anche altri argomenti, tra cui il rapporto di collaborazione dello stesso regista con il compositore Luis Bacalov, che ha firmato molte colonne sonore dei suoi film. Infine Giraldi, nato a Comeno (diventata la slovena Komen nel secondo dopoguerra), si è soffermato sulla sua duplice esperienza, esistenziale oltre che intellettuale e artistica, derivante, da un lato, dalla sua origine e dalla sua formazione in una terra di confine, travagliata da problemi di identità politica e linguistica, e, dall’altro lato, dal suo inserimento, negli anni Cinquanta, nella capitale (anche cinematografica), inserimento che è stato contrassegnato da molte difficoltà oggettive, dovute principalmente alla difficile congiuntura storico-politica di quel periodo, ma anche dal molto entusiasmo personale alimentato dalla condivisione di idee e ideali con la parte migliore del cinema italiano.