Archivio categoria: Fabio Cianchetti

Il nome del figlio

In principio di tutto c’è un fortunato testo teatrale, Le Prénom, scritto da Alexandre de La Patellière e Mathieu Delaporte che nel 2010 fu il più grosso successo dell’anno sui palcoscenici parigini. Dopo mesi di repliche i due autori decisero di provare la strada della trasposizione cinematografica. Ed ecco così arrivare sugli schermi Cena tra […]

Hungry Hearts

Al suo quarto lungometraggio – il terzo tratto da un romanzo dopo la scrittura originale del sorprendente e premiato esordio con Private (2004) – Saverio Costanzo (oggi quasi quarantenne, dunque fratello minore della generazione dei Garrone e Sorrentino),  conferma i pregi di un approccio comunque rigoroso e di  uno stile sempre personale, ma anche i […]

Io e te

Lorenzo è un quattordicenne estremamente introverso, quasi sociopatico, e ha un rapporto difficile con i genitori. Quando la scuola organizza una settimana bianca il ragazzo coglie l’occasione per trascorrere una periodo in completo isolamento. Dopo aver confermato ai genitori che partirà con i compagni, si nasconde nella cantina del suo palazzo con un’abbondante scorta di […]

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L’uomo nero

Sergio Rubini ritorna dietro la macchina da presa, portando sul grande schermo uno dei suoi soggetti preferiti, “l’amarcord” in riferimento ai propri luoghi di origine. Gabriele Rossetti ritorna a Bari per la morte di suo padre. Proprio in quel preciso momento ripercorre, con la mente, la sua infanzia, passando in rassegna tutti quei ricordi legati […]

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La terra

Prima di analizzare l’ultimo film di Sergio Rubini, è bene proporre una premessa che diventa contemporaneamente punto di partenza, fulcro e punto di arrivo di un ragionamento, condensato nel titolo stesso dell’opera: la terra. Proprio perché è questa la vera protagonista della pellicola: il luogo, l’habitat, le coordinate geografiche di una pluralità di vite. Assistiamo in […]

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La tigre e la neve

Antiche rovine illuminate dalla luna. Tom Waits, al piano, che suona e canta con la sua voce meravigliosa ”non si può trattenere la primavera”. In platea, mischiati tra il pubblico, ecco evocati poeti grandi come Montale, Ungaretti, Borges e Yourcenar. E poi Roberto Benigni che irrompe e finalmente riesce a coronare il sogno di una […]