ForFilmFest 2010: un festival cross-mediale attorno al tema dell’altro

Anteprime, retrospettiva, film rari e film recenti, di fiction e documentari, video-clip. E poi laboratori sulla cross-medialità -tra il cinema e il web- presentazione di  progetti audiovisivi aziendali, le Lectures (Marco Aime e Marianella Sclavi). A Bologna generazioni diverse di registi: Antonio Capuano, Sergio Basso, Massimo D’Anolfi, Agostino Ferrente, Vittorio Moroni, Martina Parenti…ed anche  una band musicale molto emergente (Andrea Satta e i Tetes de Bois).

L’anteprima (giovedì 25 novembre h. 20.45)

Sarà l’anteprima nazionale diPrecious” di Lee Daniels (tratto dal romanzo della scrittrice e poetessa newyorkese Ramona Lofton, in arte Sapphire, Zaffiro), a inaugurare (in collaborazione con Fandango Distribuzione e Cineteca di Bologna) la sera di giovedi 25 novembre la quarta edizione del FORFILMFEST. Il film, che ha vinto numerosi premi internazionali, tra cui due premi Oscar 2010 (miglior attrice non protagonista e migliore sceneggiatura non originale),  offre sicuramente numerosi spunti di riflessione rispetto al tema guida di questa edizione (L’ “Altro”. Culture e Valori). Ambientato nel 1987 ad Harlem, è la storia del difficile riscatto di Claireece “Precious” Jones, una ragazza di sedici anni cresciuta in un mondo di disperazione morale e materiale: un duro ed emozionante racconto sulla capacità di crescere e superare gli ostacoli lottando contro il degrado e i pregiudizi sociali e del sistema educativo. “Siamo tutti in viaggio e tutti abbiamo il nostro destino da seguire, ogni giorno, arrivare al minuto successivo è una lotta, me ne rendo conto. Ma se Precious riesce a superare le sue difficoltà, allora dobbiamo per forza riuscirci tutti”, ha detto Lee Daniels (nato a Filadelfia il 24 dicembre 1959, qui alla sua seconda regia). Memorabili, nel film,  le interpretazioni delle protagoniste femminili: da quella di Mo’Nique, che nel film è la madre di “Precious” (e a cui è andato infatti l’Oscar 2010), alla giovane  Gabourey Sidibe che è “Precious”, a Paula Patton che è l’educatrice Miss Rain.

Il film Premio AIF FORFILMFEST a Venezia e Antonio Capuano a Bologna (venerdì 26 h. 20.30)

Un altro momento emozionante sarà nella serata di venerdì 26  l’incontro con il regista napoletano Antonio Capuano, che dialogherà con il pubblico prima e dopo la proiezione speciale de “L’amore buio” (e riceverà nell’occasione il Premio AIF FORFILMFEST che è stato assegnato al film da una giuria specializzata alla scorsa Mostra del Cinema di Venezia). Un viaggio nell’Italia di oggi, attraverso il doppio sguardo dei  giovani  Ciro e  Irene che incarnano le due anime di Napoli, quella bassa e sottoproletaria dei “ragazzi fuori” e quella della città borghese (a continuare, in certo senso, il discorso intrapreso da Capuano  ne “La guerra di Mario”, 2005). Due città che si ignorano e disprezzano reciprocamente, che non possono comunicare, in quanto portatrici di opposti sistemi valoriali, che possono al più incrociarsi per caso o, come avviene nel film, scontrarsi nel segno della violenza. Ma anche qui, come nel film di Lee Daniels, c’è una possibilità di riscatto…

Gli altri registi ospiti del FORFILMFEST

Tra le altre presenze si annunciano quelle di Vittorio Moroni e Agostino Ferrente,  due registi già ospiti delle passate edizioni del FORFILMFEST, e di Sergio Basso (vedi oltre “Il laboratorio prologo”) Vittorio Moroni (“Le ferie di Licu”, “Eva e Adamo”) presenterà la versione corta (22’) del suo progetto video “Una città, una visione, quattro sogni”, realizzato a Napoli nel quadro del percorso formativo “PRIORITA”, promosso dall’Assessorato del lavoro e della formazione della Provincia di Napoli e che sta coinvolgendo oltre 4.000 tra disoccupati e inoccupati (e che sarà illustrato, tra gli altri,  da Antonello Calvaruso, direttore tecnico-scientifico del progetto). Tra i partecipanti all’innovativo progetto  formativo -che mira a sviluppare le loro capacità progettuali- Moroni ha scelto quattro personaggi, e ha dato loro la parola per raccontare se stessi e soprattutto i loro nuovi progetti: non più solo iniziative individuali, ma azioni cooperative, fondate sull’attenzione sociale all’altro.

Il regista Agostino Ferrente (“L’Orchestra di Piazza Vittorio”)  incontrerà il pubblico, insieme ad Andrea Satta, leader del gruppo musicale “Tetes de Bois” (che ha ricevuto diversi riconoscimenti a livello nazionale e all’estero e sarà impegnato in alcuni concerti a Bologna nei giorni del FORFILMFEST). Sarà presentato il poetico videoclip -diretto da Ferrente- della canzone  “Alfonsina e la bici”, dedicata dai Tetes de Bois ad Alfonsina Strada, la prima donna ad aver partecipato, nel 1924, al Giro d’Italia (tra lo scandalo dei perbenisti dell’epoca al punto che i giornali riportavano il suo nome come Alfonsin, per nascondere la sua identità sessuale). Ritiratasi dal ciclismo agonistico, aprì -sulla strada Varesina- un’officina di riparazione biciclette. A interpretare nel video il personaggio di Alfonsina è un’altra donna di grande intelligenza e coraggio, anch’essa appassionata della bicicletta,  come l’astrofisica e divulgatrice scientifica  Margherita Hack.

Parlando dell’esperienza del gruppo di cui è leader Andrea Satta ha detto: “La nostra esperienza di vita è una vicenda totale, un passaggio esistenziale, vissuto interamente in mezzo alla società, fuori dai circuiti protetti e dai salotti. In questo contesto è nato un fiore raro, un regalo prezioso, l’incontro con gli altri. In mezzo ai pendolari, agli operai, ai contadini, agli stranieri, ai minacciati dalla mafia, ai ragazzi sfaccendati di provincia. Abbiamo vissuto la narrazione come un’occasione unica, l’ascolto come un traccia imprevista. Se ci si chiedesse di essere un modo di fare e di essere, un modello, direi che non facciamo media, se però uno volesse sapere come mai esistono i Tetes de Bois, io saprei raccontare la nostra storia”.

La sezione Vision & Debriefing

Nella sezione Vision & Debriefing” (proiezioni seguite da dibattito sugli aspetti formativi delle opere cinematografiche) il tema dell’Altro sarà declinato secondo prospettive diverse, attraverso film poco noti o da riscoprire: da un bellissimo film-metafora sull’incomunicabilità quale è  Lo scambista di Jos Stelling (Olanda, 1986), a un film ambientato agli inizi del ‘900 (da un romanzo di Edith Warton), ma ricco di spunti anche in chiave attuale sulla condizione femminile come La casa della gioia di Terence Davies (Gran Bretagna, 2000) nella mattina di venerdi 26. La Cina come paradigma contemporaneo del nostro rapporto con l’Altro, anche nel mondo dell’impresa, farà da filo rosso, al confine tra la fiction e il documentario,  ai film di questa sezione nella giornata di sabato 27: da “La stella che non c’è” di Gianni Amelio (Italia, 2006) che prosegue idealmente le vicende raccontate da Ermanno Rea nel suo romanzo “La dismissione”,  allo sguardo di  Martina Parenti e Massimo D’Anolfi, che saranno presenti a Bologna per dialogare con il pubblico nell’intrigante e per certi versi provocatorio “Grandi speranze”, che racconta i percorsi di alcuni giovani imprenditori e manager che dall’Italia sbarcano in Cina. Nel corso della mattina del sabato interverrà anche nel dibattito  Julio Gonzalez, manager HR di una multinazionale italo-argentina che ha all’attivo tanti anni di esperienza in Cina e in altri paesi del Far East.

La sezione Retrospettiva

Solo tre titoli, ma tutti significativi, saranno poi proposti nella sezione Retrospettiva (inserita nel programma della Cineteca di Bologna,  a ingresso libero per i partecipanti al FORFILMFEST): Big Night, di  C.Scott e S.Tucci (1996); La prigioniera del deserto, di R.Depardon (1990); Un’estranea fra noi, di S. Lumet (1992).

Le Lectures

Venendo alla parte seminariale e laboratoriale del FORFILMFEST: l’antropologa Marianella Sclavi (“L’Altro nelle dinamiche conflittuali quotidiane”) e il sociologo Marco Aime (“L’ossessione identitaria”) animeranno  le due lectures in programma (rispettivamente venerdi 26 e  sabato 27 pomeriggio) .

Il laboratorio “Percorsi cross-mediali per la Formazione”

Il laboratorio che farà da prologo all’ FFF (giovedi 25, dalle 15.30 alle 19) proseguirà l’indagine e la sperimentazione pratica, già avviata lo scorso anno, sulle diverse modalità da parte delle aziende di costruire “narrazioni per immagini” con scopi prevalentemente  formativi. Quest’anno il  focus sarà sulle pratiche crossmediali, molto praticate nella rete, e che si intende esplorare dal punto di vista tecnologico, creativo-produttivo e soprattutto funzionale rispetto alla formazione aziendale. Al riguardo, un importante contributo sarà offerto dal  regista Sergio Basso, ideatore del progetto narrativo crossmediale “Made in Chinatown” (nato nel web  durante la lavorazione del suo documentario “Giallo a Milano” -di cui saranno riproposte alcune sequenze significative-  lucido e coraggioso reportage sulla comunità cinese nel capoluogo  lombardo). “Made in Chianatown”  fornirà spunti operativi per i lavori del laboratorio, che avrà quest’anno anche un ulteriore momento (sempre alla presenza del regista Basso) nel pomeriggio di venerdi 26 per la restituzione degli esiti del laboratorio e una discussione di approfondimento  in plenaria.

The Training Show 2010

A scandire il programma si alterneranno poi le diverse sezioni del “The Training Show”, la consueta “vetrina”  di esperienze ed applicazioni formative che utilizzano i linguaggi audiovisivi selezionate dal Comitato di Progetto e che concorreranno, come di consueto,  ai riconoscimenti assegnati da AIF sulla base delle indicazioni espresse dal pubblico presente. (entro venerdi 19 saranno comunicati sul sito AIF e agli interessati i progetti selezionati tra quelli inviati in risposta allo specifico “Call For” e che saranno presentati a Bologna).

Per iscrizioni, aggiornamenti e ulteriori dettagli sul FORFILMFEST 2010: www.aifonline.it e www.forfilmfest.it.
Per richieste di informazioni:    info@forfilmfest.it