walle

Wall – E un film di

walleIn un apocalittico deserto urbano, dominato da montagne di spazzatura, un piccolo robot cingolato, raccoglie la spazzatura lasciata dagli uomini.
L’incontro con una creatura misteriosa venuta dallo spazio, della quale il robot s’innamorerà, darà luogo ad una serie di avventure rocambolesche dentro una nave spaziale riservata agli umani.
Descritto come un nuovo capolavoro dell’animazione in 3 D, il nuovo film del fortunato connubio Pixar-Disney tradisce almeno in parte tali aspettative. Suggestivo nella prima parte, in cui seguiamo, con simpatia l’azione perpetua del robottino, nella sua corvè quotidiana dentro uno scenario di distruzione e di babelica spazzatura, è assai ripetitivo nella seconda, troppo intento a mostrare, per non dire, ad esibire i propri virtuosismi tecnologici, sebbene siano apprezzabili alcune invenzioni grafico visive come le sequenze dei robot in quarantena oppure quelle di massa sui residenti ciccioni della nave-satellite.
Il film, procedendo per accumulo di riferimenti ai più svariati generi cinematografici (action adventure, fantascienza apocalittica e spaziale, con riferimento letterale al kubrickiano 2001, odissea nello spazio, e antiutopica con evidenti allusioni a possibili mondi orwelliani, e infine al melodramma, con immancabile lieto fine), rischia di apparire, simbolicamente, sempre più simile al magazzino nel quale il piccolo robot accumula l’infinità di oggetti appartenuti agli umani, compresa una videocassetta di Mary Poppins.!…