Gigolò per caso un film di

Gigolò per caso, diretto e interpretato da John Turturro, è un film lieve, tenero e ironico, nonostante racconti una storia di sesso mercenario. Il gigolò del titolo è Fioravante (Turturro stesso), fioraio precario, spinto dall’amico Murray (Woody Allen), ex-libraio con problemi economici, ad offrirsi come uomo a pagamento. “Una volta, ad un pranzo – ha raccontato il regista – mi sono esibito come latin lover da affittare. L’idea del film. Ne ho parlato con gli amici, tra cui il mio barbiere, che l’ha raccontata ai suoi clienti, tra cui Woody. Lui si è divertito e mi ha cercato”.

In effetti, vedendo il film, non riesce difficile credere che i due si siano divertiti molto nel portare sullo schermo un gioco delle parti che riguarda anche la vita “vera”. “Il film – ha commentato Turturro – rispecchia perfettamente la relazione che ho con Woody nella realtà. Lui mi consiglia: brusco, ironico, affettuoso.
Io sono rispettoso, consapevole della sua autorevolezza”. Allen, nei panni del mezzano, mette da parte la visione dolente e pessimista dei suoi film più recenti e recupera, invece, il sarcasmo nevrotico e motteggiante dei primi lavori. Insieme, Murray-Allen e Fioravante-Turturro riusciranno ad imbastire un redditizio commercio grazie alle doti, non solo da macho, del fioraio gentile, capace di appagare donne aggressive e vogliose (Sharon Stone e Sofia Vergara) ma anche di risvegliare la vitalità di una vedova  di un rabbino, madre di sei figli, interpretata con grazia e delicatezza sensuali da Vanessa Paradis.

Sarà proprio il personaggio di Abigail, costretta dal rigore della comunità hassidica ad un malinconico isolamento, a coinvolgere Fioravante e a metterne in crisi la  rodata “professionalità”. Con garbo, intelligenza, profondità e con l’apporto inconfondibile di Allen (“Nella stesura del film è stato generoso, onesto, spietato, se una cosa non gli piaceva. L’abbiamo scritto e riscritto, ad ogni versione aggiungeva note. Io tendevo al drammatico, lui mi spingeva verso il comico sofisticato. E aveva ragione”), Turturro ha realizzato una commedia leggera e brillante, valorizzata dalla presenza di Vanessa Paradis che, nel film, canta persino Tu si ‘na cosa grande in napoletano. La sua Abigail, mai stata baciata neppure dal marito in diciotto anni di matrimonio e pronta a scoppiare in lacrime, per solitudine, al primo tocco casto del finto massaggiatore, è un figura femminile intensa e rara. Con il suo bisogno di attenzione e di intimità, riesce a conquistare il disincantato gigolò e, nello stesso tempo, a denunciare la crudeltà di tutti gli estremismi, religiosi e non, che condannano la felicità. Quando Abigail si toglie la parrucca che ha sempre portato per nascondere la “pericolosa femminilità” dei suoi capelli, intuiamo che il ritorno alla vita è, ormai, avvenuto.

Trama

Murray, ex-libraio con problemi economici, convince l’amico Fioravante, fioraio precario, a fare il gigolò. La clientela non manca e il fioraio si impegna nella nuova attività con cura e zelo. Un’amica di Murray, ebrea osservante, vedova con sei figli a carico, provocherà una inaspettata, platonica, passione in Fioravante e non mancheranno le ripercussioni sul “lavoro”…