41ª edizione delle Giornate del cinema muto di Pordenone (1-8 ottobre 2022)

A più di quarant’anni dalla sua prima proiezione in Italia al XV Festival del film di fantascienza di Trieste (“Fant’America 1”, 1977), torna alle Giornate del cinema muto di Pordenone Lo sconosciuto (The Unknown, 1927) di Tod Browning, in una versione più lunga di dieci minuti ritrovata al Národní Filmový Archiv di Praga e restaurata dal George Eastman Museum di Rochester.

Il film di Browning, che apre sabato 1 ottobre la 41ª edizione delle Giornate, sarà accompagnato dalla musica composta per l’occasione dal pianista e compositore messicano José María Serralde Ruiz, che l’eseguirà con l’accompagnamento dell’Orchestra San Marco di Pordenone. In The Unknown, Lon Chaney è Alonzo “the Armless”, che si esibisce in un circo usando i piedi per lanciare coltelli e sparare con un fucile. Nel cast anche una giovane Joan Crawford.

Venerdì 30 settembre, il festival avrà la sua tradizionale preapertura con Nella camera di Mabel (Up in Mabel’s Room, 1926) di E. Mason Hopper, accompagnata dalla Zerorchestra diretta da Günter A. Buchwald. Tratto dall’omonima commedia di Broadway del 1919 scritta da Otto A. Harbach e Wilson Collison, il film, di cui farà un remake nel 1944 Allan Dwan, mette in scena le astute manovre di Mabel (Marie Prevost) per riconquistare il marito da cui ha divorziato e le peripezie di quest’ultimo, fidanzato con un’altra donna, per recuperare dalla propria ex un regalo compromettente.

Nell’edizione delle Giornate in cui ricorre il suo centenario non poteva mancare – e sarà presentato domenica 2 ottobre – Nanuk l’eschimese (Nanook of the North, 1922), realizzato dal regista ed esploratore Robert Joseph Flaherty. Il film avrà l’accompagnamento composto dal musicista canadese Gabriel Thibaudeau che, oltre ai flauti e alle percussioni, prevede il canto di gola tipico degli Inuit per il quale arriveranno dal Canada a Pordenone due cantanti Inuit.

Mercoledì 5 ottobre, in programma un’epopea danese del 1920, Saga Borgarættarinnar, il primo lungometraggio girato in Islanda. Il film è stato recentemente restaurato dal Danske Filminstitut con il National Film Archive of Iceland. Per l’accompagnamento musicale arriveranno dall’Islanda il compositore Þórður Magnússon e Bjarni Frímann Bjarnason, che dirigerà nell’esecuzione un ensemble di nove elementi.