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Emotivi Anonimi un film di Jean-Pierre Améris

di Mariella Cruciani

Crediti:
.
Titolo:
Emotivi anonimi
Titolo originale:
Les émotifs anonymes
Regia:
Jean-Pierre Améris
Sceneggiatura:
Jean-Pierre Améris, Philippe Blasband
Fotografia:
Gérard Simon
Montaggio:
Philippe Bourgueil
Musica:
Pierre Adenot
Scenografia:
Sylvie Olive
Interpreti:
Benoît Poelvoorde, Isabelle Carré, Lise Lamétrie, Lorella Cravotta
Produzione:
Cinéma Radio Télévision Belge Francophone (RTBF), Climax Films, France 3, Hassen Brahiti, Pan Européenne Production, Studio Canal, Toto & Co Films
Distribuzione:
Lucky Red
Origine:
Belgio | Francia
Anno:
2010
Durata:
80 minuti

Gli emotivi anonimi del film di Jean-Pierre Améris si incontrano regolarmente in un gruppo di auto-aiuto, si raccontano le rispettive difficoltà di timidi compulsivi e si danno reciprocamente coraggio (per quanto possibile!). Tra loro c’è Angélique (Isabelle Carré), eccellente cioccolataia che, dopo la morte improvvisa del suo capo, è costretta a cercare lavoro altrove. Il caso vuole che finisca nella fabbrica diretta da Jean-René  ( Benoit Poelvoorde), altrettanto incapace di esprimersi in presenza di estranei e sconosciuti (“Ho paura che entrino nella mia intimità” – dice all’analista). Dato il temperamento dei protagonisti, il sentimento amoroso che nasce tra i due deve, necessariamente, fare i conti con silenzi, rossori, impacci, goffaggini, atti inconsulti. Ciò nonostante, il film non degenera mai in una farsa puerile: viceversa, i due personaggi, con il loro candore fanciullesco e con la loro levità, conquistano ben presto anche il più burbero degli spettatori. La pellicola è ambientata ai giorni nostri ma è, contemporaneamente, fuori dal tempo: la fisicità degli attori, i colori sgargianti dei costumi, gli intermezzi canori fanno di Emotivi anonimi una sorta di fiaba o, meglio ancora, di fumetto. Siamo, per capirci, in presenza di una commedia delicata e gradevole che ricorda, per atmosfere e caratteri, Il favoloso mondo di Amélie di Jean-Pierre Jeunet.

Non si deve, però, pensare che i due protagonisti siano, semplicemente, figure tenere e garbate ma senza spessore: la loro timidezza, caparbia e ostinata, è anche, e soprattutto, una forma di resistenza alle aspettative e agli imperativi sociali. Come dimostra l’allegra, inattesa fuga a due che chiude il film e che evita un finale al sapore di confetto.
Timidi di tutto il mondo, unitevi!

TRAMA

Jean- René, proprietario di una fabbrica di cioccolata, e Angélique, cioccolataia di talento, sono due emotivi al massimo grado. La passione comune per il cioccolato li fa incontrare. Si innamorano ma non osano confessarselo e la loro cronica timidezza rischia di allontanarli l’uno dall’altra. Alla fine, però, riusciranno a vincere se stessi e si metteranno in gioco, rivelando i propri sentimenti.

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Articolo pubblicato nella categoria Film
Tag: Belgio francofono - Benoît Poelvoorde - cinema - Cinema belga - Cinema Europeo - Emotivi anonimi - Film - trama

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