Scheda e filmografia Francesca Archibugi

  • Riflesso condizionato, 1982
  • La guerra appena finita, 1983
  • Un sogno truffato, 1983
  • Il vestito più bello, 1984
  • La piccola avventura, 1985
  • Mignon è partita, 1988
  • Verso sera, 1990
  • Il grande cocomero, 1993
  • L’unico paese al mondo, 1994
  • Con gli occhi chiusi, 1994
  • La strana storia di banda sonora, 1997
  • L’albero delle pere, 1998
  • Domani, 2000

Scheda – Francesca Achibugi

Quel giorno a Bellaria

Abbiamo fatto un sacco d’ incontri insieme, Francesca Archibugi ed io. Nelle scuole di Roma e in piccoli centri di provincia, per lunghe interviste di libri impegnati ma anche per quotidiani, settimanali e riviste. Benché i cinefili vivano come un affronto il suo cinema fatto di inquadrature elementari e amore senza limiti per storia e personaggi, pochi sanno che è una delle registe preferite da Jodie Foster (che mette Il grande cocomero tra i suoi primi tre film di maggiore gradimento) e che la Bigelow (una delle registe più amate dai cinefili) ha espresso apprezzamenti assai calorosi per L’ albero delle pere l’ anno che era giurata a Venezia. L’ Archibugi gira dei film con uno stile molto semplice ma ha uno dei più ricercati e avvincenti stili di sceneggiatura che mi sia capitato di leggere (per un certo periodo ho fatto come lavoro proprio il lettore di sceneggiature per il cinema). Le descrizioni non sono semplici testi di servizio ma frammenti di un possibile romanzo, i dialoghi non vengono scritti con la sbrigatività di chi sa che tanto si dovranno adattare alla bocca, al corpo e all’ anima di un attore che finirà per farli propri, ma con l’ esattezza e la trepidazione di chi dà voce ai personaggi già a partire dallo script. Nell’ orizzonte spesso grigio e incolore del cinema e della cultura italiana contemporanea, Francesca Archibugi è per me il simbolo della persistenza di un modello tradizionale e forte della comunicazione per immagini, suoni e parole. Ogni suo film parla di qualcosa che le somiglia – perché il mondo è così meraviglioso e terribile prima che tutto diventi inerte, egoista e muto con l’ accesso all’ età adulta? -, la sua visione delle cose e degli uomini mescola una curiosità disperata ed uno scetticismo buio con uno humour vigile, secondo una miscela in cui avverto sempre, anche nei film meno riusciti, un’ intelligenza non comune. La sua messa in scena e le sue inquadrature sono molto semplici, la sua visione delle cose tutt’ altro.
L’ altr’anno penso di aver procurato a Francesca Archibugi un piccolo dispiacere (…)

Mario Sesti