La stagione del cinema italiano

Aperta dalla 58a edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e dall’avvio del circuito della distribuzione (in settembre), la stagione italiana 2001-2002 ha preso il via con qualche novità, alcune conferme e le solite blande controversie.
Appare comunque doveroso evidenziare inizialmente un altro evento che sotto il profilo culturale non può che far piacere: l’assoluzione (perché il fatto non sussiste) dall’accusa di vilipendio della religione e tentata truffa ai danni dello Stato per i registi Daniele Ciprì e Franco Maresco. Il loro film Totò che visse due volte è stato, all’epoca della sua realizzazione, oggetto di accuse molto forti, ma ciò non ha impedito a questa pellicola di ottenere un notevole successo in alcuni festival internazionali e un buon riscontro da parte della critica. In Italia, intorno a Totò che visse due volte, era stato addirittura messo in piedi un vero e proprio processo penale. La presunta “colpa” dei due cineasti? Voler portare avanti un’idea cinema rigorosa, attraverso scelte stilistiche, estetiche e narrative libere e personali.
Fortunatamente questa sentenza ha riportato un po’ di sereno e ha confermato l’esistenza nel nostro paese di un principio democratico fondamentale: la libertà di espressione.

Nel frattempo sotto il profilo più strettamente artistico il cinema italiano sembra fornire qualche elemento di riflessione in positivo.
Vincenzo Marra (Tornando a casa), Paolo Sorrentino (L’uomo in più), Antonio Capuano (Luna Rossa), Marco Bechis (Figli), Laura Betti, con il suo bel documentario dedicato a Pierpaolo Pasolini, hanno presentato a Venezia lavori di discreto interesse, mentre il film di Giuseppe Piccioni Luce dei miei occhi, pur al centro di qualche polemica con la critica, è andato bene in sala.
Ora non ci resta che aspettare le opere annunciate e attese (Bellocchio, Soldini) e quelle di alcuni grandi maestri del nostro cinema come Michelangelo Antonioni e Bernardo Bertolucci, i quali dovrebbero tornare presto a dirigere un film.