La posizione del SNCCI e del SNGCI sulla Biennale di Venezia

Il Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (Sncci) e il Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani (Sngci), in merito alla ventilata riforma della Biennale di Venezia, intendono esprimere la loro seguente opinione. Ammesso che davvero ci sia la necessità di una nuova riforma, questa dovrebbe: 1) garantire la piena autonomia, programmatica e operativa, della Biennale, condizione indispensabile per il migliore funzionamento di un’istituzione culturale di prestigio internazionale; 2) affidare la gestione della Biennale a personalità della cultura e a manager dell’industria culturale e prevedere, conseguentemente, che la realizzazione delle scelte programmatiche sia affidata a esperti di provata competenza ed esperienza nelle diverse sezioni operative dell’istituzione stessa; 3) salvaguardare la tradizione e le radici della Biennale coniugando la sua presenza a Venezia con la sua dimensione internazionale; 4) consentire la collaborazione della Biennale con altri organismi culturali, italiani e stranieri, evitando però che questi possano esercitare ingerenze o controlli, e ciò sia ragioni di principio, sia per non incorrere in conflitti d’interesse oggettivi e soggettivi; 5) assicurare che l’auspicata entrata dei privati nella Biennale serva a favorirne il potenziamento economico senza comportare condizionamenti al raggiungimento delle finalità istituzionali che devono restare di natura rigorosamente culturale. Nell’ambito di questi criteri, anche la Mostra del Cinema potrà continuare a operare, in modo indipendente, al servizio dell’arte e della cultura cinematografica e della loro maggiore conoscenza, cercando pure di ampliare le proprie attività oltre il momento espositivo per svolgere anche quelle – di studio, di ricerca, di documentazione – che sono previste nello statuto ancora vigente.