Competenza, autonomia, pluralismo culturale

Venerdì 18 gennaio il mondo del cinema si è riunito presso il Palazzo delle Esposizioni di Roma. Autori, sceneggiatori, critici e giornalisti cinematografici, docenti universitari, studenti, operatori del settore. Una vera e propria mobilitazione, come non si verificava da lungo tempo, che avuto l’appoggio della Federazione Europea degli Autori e dell’Unione Scrittori Italiani.
L’urgenza dell’incontro è stata causata dai recenti provvedimenti presi dall’attuale governo in relazione alle nomine delle Istituzioni culturali pubbliche connesse al cinema.
L’allontanamento del Prof. Lino Miccichè dalla presidenza della Scuola Nazionale di Cinema(ex Centro Sperimentale di Cinematografica) ha infatti destato stupore e perplessità. Sia per i modi in cui la nuova nomina è stata comunicata, sia per la sostanza dell’atto.

Il termine naturale dell’attuale incarico è fissato per aprile ed è apparso decisamente sconveniente aver effettuato la nuova nomina molto tempo prima. In secondo luogo, è stato posto al vertice del massimo Ente formativo e didattico in ambito cinematografico non un addetto ai lavori o un esperto dei linguaggi audiovisivi ma un sociologo.
Nel suo intervento Bruno Torri, presidente del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani, ha sottolineato come le Istituzioni culturali pubbliche dovrebbero avere tre caratteristiche fondamentali: la competenza dei dirigenti, l’autonomia operativa, il pluralismo culturale.

Con quest’ultimo provvedimento, che ha decretato la sostituzione di uno dei massimi studiosi italiani dalla guida della SNC per far posto ad un “semplice appassionato”, appare in modo palese come siano venute a mancare tutte e tre le caratteristiche sopra citate.
Il problema purtroppo riguarda tutti gli enti statali legati alla cultura. Certo, come indicato da alcuni nell’assemblea romana lo spoils-system è praticamente inevitabile in democrazia, ma ciò non toglie il fatto che il criterio della competenza debba guidare coloro i quali sono preposti all’effettuazione delle nomine in ambito pubblico.

Alla manifestazione del Palazzo delle Esposizioni erano presenti autori come Carlo Lizzani, Citto Maselli, Ettore Scola, Mario Monicelli. Tutti concordi nell’affermare che il mondo del cinema vigilerà sull’attuale situazione.
Quello di Roma è stato, insomma, secondo Maselli, solo l’inizio di un lungo lavoro in difesa di alcuni sacrosanti principi.
E il fatto che la sala in cui si è svolto l’incontro fosse stracolma ci conforta e sta ad indicare come la gente di cinema stia recuperando il desiderio di unire le forze per il bene collettivo.