Tutti gli articoli di: Giorgio Rinaldi

Il diritto di contare

Un tuffo nel passato, neppure troppo profondo. Un passato la cui ombra minacciosa, riveduta e corretta, qualcuno scorge dietro gli editti antimmigrati di Donald Trump. Siamo nella Virginia del 1961, in pieno segregazionismo. E neppure nella Virginia rurale dai vecchi costumi, ma quella che prepara il XXI secolo, a Langley, quartier generale della Nasa. Dove […]

Billy Lynn – Un giorno da eroe

L’America cinematografica non si è mai fatta mancare niente per raccontare le guerre in Medio Oriente e contro i Paesi islamici. La Gran Bretagna che ha condiviso le stesse avventure è stata molto più parca. L’Italia, che ha fatto e continua a fare la sua parte perfino nel remoto Afghanistan, è stata avarissima. Viva Hollywood […]

Neruda

Biopic? Occorre intendersi. Larraín e il suo sceneggiatore Guillermo Calderon, circoscrivono il loro racconto ai quindici mesi (gennaio 1948-marzo 1949) in cui Pablo Neruda, senatore comunista, denuncia la politica repressiva del governo di Gabriel Gonzalez Videla, viene cacciato dal Parlamento, è raggiunto da un mandato d’arresto, entra in clandestinità e infine rocambolescamente fugge attraverso le […]

I miei giorni più belli

Un film sulla memoria e una professione di fede in un cinema che non c’è più. Lo schermo ci ha offerto molti esempi di questo incontro, e quello che ci propone Arnaud Desplechin è tra i più convinti, se non convincenti. Il regista coniuga sapientemente intreccio e scelte estetiche, facendo un’opera straordinariamente compatta. Il passato […]

In nome di mia figlia

Vincent Garenq, qui al suo quarto film, ama le cronache francesi. Ha raccontato in Présumé coupable l’affaire d’Outreau, una clamorosa vicenda giudiziaria su abusi sessuali su minori, e in L’Enquete lo scandalo dei paradisi fiscali. Con In nome di mia figlia narra la vera storia di André Bamberski, un commercialista francese che nell’arco di trent’anni […]

La canzone perduta

La tragedia dei curdi, l’alienazione metropolitana, un villaggio smarrito nella memoria, una lingua cui aggrapparsi per conservare e tramandare la propria identità culturale. Ma anche una meditazione sull’amore filiale. La canzone perduta di Erol Mintaş, scrittore curdo qui al suo esordio nel lungometraggio, racconta con pudore e consapevoli omissioni la solitudine e la confusione esistenziale […]