Valentina Pedicini ci ha lasciato

A soli quarantadue anni è venuta a mancare nella notte Valentina Pedicini, regista brindisina che meno di un anno fa aveva presentato alla Berlinale il suo ultimo lavoro, Faith. Il ricordo di Beatrice Fiorentino, membro del comitato di selezione della Settimana Internazionale della Critica di Venezia.

Ci ha lasciati prematuramente, a soli 42 anni, Valentina Pedicini, autrice sensibile e coraggiosa che nel 2016 abbiamo avuto l’onore di ospitare con il cortometraggio Era ieri, in concorso alla 31. Settimana Internazionale della Critica nella sezione Sic@Sic.
Brindisina di nascita, Valentina si era diplomata con il massimo dei voti in Regia presso la Zelig International School of Documentary Film. Ed è stato il documentario, infatti, la sua grande passione. L’osservazione del reale, il dettaglio, il particolare, che riusciva a cogliere e a restituire con quella sua sensibilità unica e personalissima, assolutamente fuori dal comune.
Nel 2013, Dal profondo, immerso al fianco di un gruppo di lavoratrici della miniera Nuraxi Figus, in Sardegna, ha partecipato al Festival Internazionale del Cinema di Roma, è stato candidato ai David di Donatello come Miglior Documentario, ha vinto anche il Premio Solinas e il Nastro D’Argento.
Dopo la partecipazione alla Settimana della Critica nel 2016, l’anno seguente è stata in concorso alle Giornate degli Autori con il suo unico lungometraggio di finzione Dove cadono le ombre. Lo scorso anno, con Faith, presentato alla Berlinale del 2020 e successivamente acclamato e premiato ai festival di mezzo mondo, il ritorno al documentario, che sente essere la sua “casa”. Un intenso e sofferto viaggio all’interno di una comunità di monaci che vivono isolati sulle colline marchigiane alla ricerca di spiritualità, ma intrappolati in un inconciliabile conflitto tra sacro e profano, tra ombre e fede. Un’opera che oggi, nel giorno della sua scomparsa, appare persino più dolorosa. Per Valentina avremmo auspicato ancora un lungo e radioso cammino, alla ricerca di quella “luce” che ha fatto sempre parte della sua breve ma intensa filmografia. Ma un male incurabile ha interrotto con troppo anticipo il suo percorso, privandoci di una delle più promettenti voci del cinema italiano del futuro.