L’organizzazione culturale nel cinema – Omaggio a Lino Miccichè

Il Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani, in collaborazione con il cineclub “Amici del Cinema” e con il Gruppo Ligure dello stesso Sindacato, organizza venerdì 11 novembre, alle ore 16, un Incontro dal titolo L’organizzazione culturale nel cinema – Omaggio a Lino Miccichè.
La manifestazione, che avrà luogo all’Istituto Storia Patria nel Palazzo Ducale di Genova, e che sarà introdotta e coordinata da Bruno Torri, prevede le relazioni di Giancarlo Giraud, Cristiano Palozzi, Piero Pruzzo, Umberto Rossi, Riccardo Speciale e Aldo Viganò. Nel corso dell’Incontro sarà anche presentato il libro Nuovo Cinema 1965-2005, una raccolta di saggi in onore di Lino Miccichè, pubblicato da Marsilio e dalla Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro.

L’ORGANIZZAZIONE CULTURALE NEL CINEMA – CONVEGNO

Organizzato dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani, in collaborazione con il cineclub “Amici del Cinema” e con il gruppo ligure dello stesso Sindacato, si è svolto nel Palazzo Ducale di Genova, lo scorso 11 novembre, un Incontro intitolato L’organizzazione culturale nel cinema, tra i cui scopi vi era anche quello di tributare un omaggio a Lino Miccichè, scomparso nel giugno dello scorso anno, il quale, tra l’altro, era stato Presidente del SNCCI per oltre un decennio, dal 1982 al 1993.
Aprendo i lavori convegnistici, Bruno Torri ha ricordato la multiforme attività di Miccichè, “un intellettuale di prima grandezza”, soffermandosi brevemente sul suo lavoro di regista, di critico, di studioso, di docente universitario e di organizzatore culturale, per sottolineare soprattutto l’importanza delle sue numerose pubblicazioni e della sua presenza operativa negli ambiti della politica cinematografica e delle istituzioni pubbliche. Hanno quindi fatto seguito le relazioni di Giancarlo Giraud, Aldo Viganò, Piero Pruzzo, Sandro Giacobbe, Cristiano Palozzi e Umberto Rossi. Giraud ha principalmente parlato della “Mostra Internazionale del Nuovo Cinema” di Pesaro, che fu fondata da Miccichè nel 1965 e da lui diretta sino al 1988, definendola una manifestazione caratterizzata dal rigore culturale e dalla vocazione a scoprire il nuovo che via via si manifestava a livello mondiale, e riconoscendole anche la capacità di crearsi un proprio pubblico, specialmente quello giovanile, per favorirne la formazione cinematografica e per contrastare gli impedimenti imposti dalla “censura del mercato”. Viganò ha presentato il libro Nuovo Cinema 1965/2005, una raccolta di saggi in onore di Lino Miccichè, pubblicato dall’editore Marsilio e dalla stessa Mostra di Pesaro in occasione del suo quarantennale. Di questo libro Viganò ha messo in luce la corrispondenza, riscontrabile in molte sue pagine, tra le linee programmatiche della manifestazione e i contenuti dei diversi saggi, così da far emergere il rilevante contributo dato dalla Mostra di Pesaro – attraverso la presentazione dei film selezionati, gli oltre 200 volumi pubblicati, i convegni di studio – alla “conoscenza della modernità cinematografica”, alla riflessione teorica sul linguaggio filmico, al rinnovamento dell’organizzazione culturale nel campo cinematografico. Viganò ha concluso il suo intervento affermando che il libro presentato sarebbe piaciuto a Lino Miccichè, di cui ha anche ricordato, assieme alle sue alte doti intellettuali, la sua vocazione di leader.

Pruzzo, trattando più direttamente i problemi concernenti la diffusione della cultura cinematografica, ha ripercorso sinteticamente la storia dell’associazionismo cinematografico in Liguria, per poi soffermarsi sulle attuali difficoltà che rendono sempre più difficile, all’interno e ai margini delle strutture mercantili, coniugare qualità e imprenditorialità. Riprendendo questo discorso, Giacobbe, in rappresentanza dell’Agis ligure, ha parlato della situazione dell’esercizio a Genova e, in particolare, della funzione delle sale d’essai, anch’esse ormai condizionate, come i monolocali di prima visione, dallo sviluppo dei multiplex, e tuttavia ancora in grado di favorire la circolazione dei film di qualità artistica e culturale. Palozzi, direttore del “GenovaFilmFest”, ha esposto le finalità, i risultati raggiunti e le difficoltà incontrate nei primi nove anni di vita della sua manifestazione, la cui principale ambizione è stata ed è quella di porsi come “una finestra internazionale sul cinema” considerato nei suoi più diversi aspetti, dal documentario alla fiction, dallo sperimentalismo espressivo all’uso delle nuove tecnologie. Per ultimo, Rossi ha parlato delle varie tipologie dei festival e delle loro più recenti trasformazioni, evidenziando che, pur nelle loro marcate diversità (festival internazionali anche attenti e funzionali al mercato, rassegne specialistiche, mostre prevalentemente rivolte a un pubblico locale, ecc.), sembrano ormai tutti accomunati dallo svolgimento di un’azione di supplenza, cioè dal loro costituirsi, più o meno volontariamente, con maggiore o minore consapevolezza organizzativa e culturale, come spazi alternativi, atti ad agevolare la visibilità e la promozione di una parte di quel cinema che altrimenti rischierebbe, per la perdurante “censura del mercato”, l’esclusione dal rapporto con il pubblico.

Fabio Castelli