Il cinema italiano tra crisi e trasformazione – Convegno a Prato

Il Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani organizza a Prato presso l’Hotel Datini, alle ore 16,30 di sabato 22 aprile, un Incontro del titolo Il cinema italiano tra crisi e trasformazione. Per introdurre la discussione, che sarà coordinata da Bruno Torri, sono previste le relazioni di Francesca Felletti (“La realtà nel cinema italiano”), Umberto Rossi (“L’industria e il mercato”), Aldo Viganò (“La generazione dei padri”), Giuseppe Ghigi (“Gli esordienti”), Antonio Medici (“Cinema e scuola”), Anna Di Martino (“Documentario e cortometraggio”), Piero Spila (“La critica vs il cinema italiano”).

IL CONVEGNO

Organizzato dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani, si è svolto a Prato, il 22 aprile scorso, un Incontro dal titolo Il cinema italiano tra crisi e trasformazione.
L’iniziativa, che aveva lo scopo di analizzare e discutere l’attuale situazione della nostra cinematografia esaminandola nei suoi diversi comparti, ha visto sette critici cinematografici svolgere altrettante relazioni: Francesca Felletti (“La realtà nel cinema italiano”), Umberto Rossi (“L’industria e il mercato”), Aldo Viganò (“La generazione dei padri”), Giuseppe Ghigi (“Gli esordienti”), Antonio Medici (“Cinema e Scuola”), Anna Di Martino (“Il documentario), Piero Spila (“La critica vs il cinema italiano). Nel loro insieme, queste relazioni hanno disegnato un quadro del cinema italiano in cui prevalgono molte ombre rispetto alle poche luci. In particolare è emerso il cattivo stato di salute della nostra industria cinematografica, derivante soprattutto da un mercato caratterizzato dalle “chiusure” provocate dal duopolio (RAI/Mediaset ovvero 01/Medusa) che, tra l’altro, ha reso il cinema sempre più teledipendente; ma derivante anche dall’assenza o dalla carenza di validi interventi politici, sia a livello legislativo, sia a livello amministrativo-operativo. Altri elementi che segnalano la situazione critica della nostra cinematografia, riscontrabile questa volta sul piano della produzione artistica, sono stati additati nella mancanza di continuità e di “dialogo” tra le diverse generazioni di cineasti e nel diffuso clima socio-politico connotato dalla svalutazione delle istanze culturali, dal costante abbassamento della tensione morale, dall’accettazione acritica delle imposizioni consumistiche, clima che ha finito per permeare anche l’ambiente cinematografico e quindi la maggior parte dei prodotti filmici.

Di contro, tra i più rilevanti elementi positivi ravvisabili, in controtendenza, nell’attuale congiuntura cinematografica, si possono annoverare alcuni (invero assai pochi) film – in genere firmati dai nostri autori più prestigiosi e, insieme, più coerenti esteticamente ed eticamente – che ancora riescono a rappresentare in modo veritiero e critico l’attuale realtà nazionale, gli esordi di alcuni giovani registi dotati, oltre che di talento, di spirito contestativo verso l’esistente, la ripresa della produzione documentaristica, anche se ancora troppo marginalizzata.

Alle relazioni ha fatto seguito una discussione, coordinata da Bruno Torri, cui hanno partecipato Renzo Fegatelli, Michele Gottardi, Augusto Sainati, Morando Morandini e alcuni degli stessi relatori; discussione che ha approfondito alcuni spunti tematici esposti nelle relazioni, e che, con più insistenza, si è soffermata, evidenziando anche posizioni autocritiche, sul ruolo, sulle difficoltà, sulle responsabilità della critica cinematografica considerata e nell’ambito della propria specifica attività e nei suoi rapporti con il contesto cinematografico e culturale.

Fabio Castelli