Gianni Amico l’amico brasiliano – Genova 6 luglio

Il Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani, in collaborazione con la Fondazione Casa America e con il Gruppo Ligure dello stesso SNCCI, organizza a Genova – martedì 6 luglio alle ore 17 presso villa Rosazza (Piazza Dinegro, 3) – un Incontro dal titolo Gianni Amico l’amico brasiliano. A parlare del cinema di Gianni Amico, e in particolare dei suoi rapporti con il Brasile dove ha girato alcuni film, saranno Fiorella Amico, Arnaldo Bagnasco, Stefano Della Casa, Mauro Manciotti, Morando Morandini, Nelson Pereira Dos Santos, Elio Rumma, Roberto Speciale e Aldo Viganò. La discussione sarà coordinata da Bruno Torri.

L’Amico Brasiliano

Proiezioni di film; inaugurazioni di mostre di fotografia, di pittura e di scultura; tavole rotonde e recital musicali: per una settimana – da martedì 6 a sabato 10 luglio – il Brasile si trasferisce a Genova e nella Liguria per un’articolata serie di manifestazioni organizzate dalla Fondazione Casa America, in collaborazione con il Gruppo Ligure Critici Cinematografici (SNCCI) e con l’appoggio di numerosi enti tra cui l’Ambasciata brasiliana e la Fondazione Carige.

Al centro dell’iniziativa sta un omaggio a L’Amico Brasiliano, cioè a Gianni Amico che come responsabile del settore cinema del Columbianum di padre Arpa diresse, tra il 1960 e il 1963, le prime quattro edizioni della Rassegna del Cinema Latinoamericano, svoltesi a Santa Margherita e a Sestri Levante, e partecipò come presidente della giuria alla quinta Rassegna di Genova, contribuendo in modo determinante alla conoscenza in Europa di quelle cinematografie e stabilendo con il Brasile un rapporto privilegiato che lo portò anche a realizzarvi, tra il sertão e São Paulo, il suo primo lungometraggio Tropici (1968).

Di Gianni Amico saranno proiettati “Tropici” (a Villa Croce il 6 luglio, ore 21,45; alla Sala Sivori l’8 luglio, ore 20,30; e all’ex cinema Lux di Sestri Levante il 9 luglio, ore 21,00), “Il leone a sette teste” da lui sceneggiato per la regia di Glauber Rocha (Sala Sivori, 8 luglio, ore 18,00), “Bahia de todos os sambas” sul grande concerto da Amico organizzato nel 1983 al Circo Massimo di Roma (Sala Sivori, 8 luglio, ore 22,30) e alcuni del film da lui realizzati nelle Cinque Terre (Castello di Riomaggiore, 10 luglio, ore 21,00). Ma la sua figura d’intellettuale e di cineasta sarà ricordata anche attraverso la Mostra fotografica sull’esperienza delle Rassegne del Cinema Latinoamericano (inaugurazioni: 6 luglio ore 17 a Villa Rosazza sede della Fondazione Casa America; 8 luglio, ore 17.45, alla Sala Sivori e 9 luglio, ore 20.45, all’ex Lux di Sestri Levante) e, soprattutto, la Tavola Rotonda che il 6 luglio (ore 17.00) vedrà raccogliersi a Villa Rosazza molti dei suoi amici di sempre: dal regista Nelson Pereira dos Santos (padre del Cinema Novo brasialiano) a Morando Morandini, dalla moglie Fiorella ad Arnaldo Bagnasco, e ancora Bruno Torri, Mauro Manciotti, Elio Rumma, Stefano della Casa e Oreste De Fornari, i quali animeranno una conversazione condotta da Roberto Speciale (presidente della Fondazione Casa America) e da Aldo Viganò (presidente del Gruppo Ligure Critici Cinematografici).

Le giornate dedicate a “Il Brasile a Genova” comprendono anche un ricordo di Glauber Rocha (mercoledì 7 luglio, Villa Rosazza: proiezione del film “Antonio das Mortes” e inaugurazione della mostra fotografica “30 scatti su Glauber Rocha” di Dario Lanzardo) e la proiezione in prima assoluta per l’Italia di “Raizes do Brasil” dedicato alla memoria dello scrittore modernista Sérgio Buarque de Holanda e diretto da Nelson Pereira dos Santos, il quale sarà presente a Genova per tutto il periodo della manifestazione e ne seguirà tutte le iniziative. Completano il programma una mostra di scultura di Silvia Loew e una di pittura di Gian Vogliotti (dal 6 luglio a Villa Rosazza); un recital di musica brasiliana che a Villa Croce (6 luglio, ore 21,15) introdurrà la proiezione di Tropici nel corso di una serata condotta da Arnaldo Bagnasco; un dibattito (Villa Rosazza, 9 luglio, ore 17,00) sul tema “L’emigrazione italiana in Brasile: Zelia Gattai” al quale interverranno Roberto Speciale, l’ambasciatore Ludovico Incisa di Camerana e i giornalisti Antonella Rita Roscilli e Bruno Barba. Tutte le iniziative a Genova e in Liguria sono a ingresso libero.

IL CONVEGNO SU GIANNI AMICO

Il Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani, in collaborazione con il proprio Gruppo Ligure e con la Fondazione Casa America, ha organizzato a Genova, il 6 luglio scorso, un Incontro intitolato Gianni Amico l’amico brasiliano. Nel presentare l’iniziativa, il presidente di Casa America, Roberto Speciale, e il responsabile del Gruppo Ligure del Sindacato, Aldo Viganò, hanno ricordato il lavoro svolto a Genova da Gianni Amico come organizzatore culturale e in particolare la sua direzione della “Rassegna Internazionale del Cinema Latinoamericano” nel quadriennio 1960/1963, quando venne dato ampio spazio ai film dei nuovi autori brasiliani. Hanno quindi svolto delle brevi relazioni Morando Morandini, Bruno Torri, Arnaldo Bagnasco e Mauro Manciotti. Morandini ha parlato principalmente dell’attività televisiva di Amico, facendo propria la definizione “un poeta della televisione” e individuando nello sceneggiato Le cinque stagioni il suo capolavoro.

I valori che Morandini ha ravvisato in quest’opera consistono nella funzionalità del tracciato narrativo, nella veridicità artistica delle situazioni e dei personaggi, nel tono affabulatorio, nella visione umanistica e solidaristica che connota il racconto; valori che rendono Le cinque stagioni uno dei migliori prodotti della RAI, un prodotto, o meglio, un testo poetico che la televisione – ha concluso Morandini – dovrebbe riproporre al proprio pubblico, anche perché del tutto attuale per quello che rappresenta e per quello che suggerisce. Torri, invece, ha ricordato il rapporto di Amico con il Brasile, sia come sodale dei registi del “Cinema novo”, sia come autore. Secondo Torri, Amico ha trovato nel Brasile, nella sua condizione di paese sottosviluppato, nella sua cultura, nel suo cinema, nella sua musica, una preziosa fonte ispirativa che gli ha consentito di realizzare alcune delle sue opere più valide, tra cui primeggia il film d’esordio Tropici, il TV movie realizzato nel 1967.

Tropici, che pure intende avvicinarsi molto al movimento del “Cinema novo”, è tuttavia un’opera molto originale, soprattutto per le sue soluzioni formali che riescono a potenziare la posizione ideologico-politica e il discorso critico-conoscitivo del film stesso. Sempre secondo Torri, Tropici costituisce uno dei risultati più convincenti di quel tipo di cinema in cui si coniugano impegno tematico e ricerca stilistica; un cinema in cui traspare, assieme e oltre gli elementi del racconto, una valenza saggistica. Bagnasco, che con Amico aveva collaborato in più occasioni in veste di cosceneggiatore e anche come committente televisivo, a sua volta ha voluto sottolineare le qualità umane del regista stesso; qualità che, tra l’altro, gli hanno consentito di suscitare energie ed entusiasmi, di lavorare bene in gruppo coinvolgendo persone diverse e competenze diverse, di alimentare il confronto e la reciproca comprensione, insomma di fare dell’amicizia attiva una pratica di vita, della vita privata e della vita professionale. Manciotti è ritornato sull’attività di Amico come direttore della “Rassegna Internazionale del Cinema Latinoamericano”, mettendo in luce le sue precoci capacità ideative e organizzative, e riconoscendogli il merito di aver consentito una maggiore conoscenza, in Italia e in Europa, non solo di alcune personalità dell’arte e della cultura cinematografica latinoamericana, ma anche della realtà sociale e politica di quel Subcontinente, recando così un valido contributo al dialogo interculturale e, insieme, al superamento dell’eurocentrismo.

Dopo un intervento di Fiorella Amico la quale ha ricordato, con evidente commozione, l’insegnamento di Gianni e il loro rapporto affettivo, ha avuto luogo una discussione nel corso della quale i diversi interventi hanno ribadito l’importanza, nel panorama dell’audiovisivo non soltanto italiano, di questo cineasta scomparso nel 1990 e dell’opera cine-televisiva che ha lasciato. Un’opera, quella di Gianni Amico, che – come è stato giustamente detto – merita una rinnovata attenzione e anche un risarcimento critico.

Fabio Castelli