Convegno Arezzo – Roberto Rossellini e la critica cinematografica

Il Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani, in collaborazione con la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Siena – Dipartimento di Letterature Straniere e Scienze dei Linguaggi, che ha sede nel Campus del Pionta ad Arezzo, e con la Fondazione Roberto Rossellini, organizza in questa città, nei giorni 13 e 14 dicembre, un Incontro dal titolo Roberto Rossellini e la critica cinematografica.
L’Incontro, i cui lavori avranno carattere seminariale, si propone di analizzare e discutere l’atteggiamento controverso che la critica cinematografica italiana ha manifestato nei confronti del cinema rosselliniano nel corso dei circa quarant’anni di attività dell’autore di Roma città aperta. Coordinata da Andrea Martini e Bruno Torri, la discussione sui diversi argomenti affrontati sarà avviata dalle relazioni dei seguenti critici o studiosi dell’opera rosselliniana: Adriano Aprà, Gian Vittorio Baldi, Callisto Cosulich, Elena Dagrada, Carlo Lizzani, Anna Masecchia, Stefania Parigi, Gianni Rondolino, Augusto Sainati, Piero Spila e Tomaso Subini.

IL CONVEGNO

Il SNCCI e la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Siena con sede ad Arezzo, in collaborazione con la Fondazione Roberto Rossellini, hanno organizzato, nei giorni 13 e 14 dicembre in questa città, presso il Campus del Pionta, un Incontro intitolato Roberto Rossellini e la critica cinematografica.
Il programma dell’Incontro, coordinato da Andrea Martini, aveva in programma dodici relazioni, che sono state tenute, nell’ordine, da: Adriano Aprà (Esiste l’antirossellinismo?), Carlo Lizzani (Rossellini e il mio discorso critico sul cinema italiano), Callisto Cosulich (Rossellini e il Neorealismo), Stefania Parigi (Paisà e i primi dubbi), Bruno Torri (“Cinema Nuovo” e Rossellini), Augusto Sainati (La rottura di Stromboli), Anna Masecchia (Ritorno al Neorealismo?), Gian Vittorio Baldi (Il cinema non è un’arte, lo diventerà), Andrea Martini (Sguardi obliqui: i letterati e Rossellini), Tomaso Subini (La critica a Francesco Giullare di Dio), Leonardo De Franceschi (“Filmcritica” e Rossellini), Elena Dagrada (Gli anni Bergman),.

Le diverse relazioni hanno esaminato, assieme ad alcuni aspetti peculiari del cinema rosselliniano, i suoi controversi rapporti con la critica cinematografica; rapporti che hanno oscillato dal consenso entusiastico, soprattutto verso il Rossellini neorealista, alle valutazioni negative dei suoi film postneorealisti, per arrivare, in alcuni casi, a vere e proprie stroncature, dettate il più delle volte da aprioristiche chiusure ideologiche collegate, anzi, derivate da erronee interpretazioni degli stessi film. La critica cinematografica, in più occasioni,, ha scorto, e criticato, nell’opera di Rossellini, più i momenti di “rottura” che non quelli di “continuità”, senza cogliere adeguatamente la coerenza, estetica e morale, del regista nello svolgimento della sua ricerca espressiva, scambiando come segni di una involuzione quelle che invece erano le tappe progressive della realizzazione di un progetto intellettualmente molto avanzato; un progetto forse utopico, forse troppo in anticipo sui tempi, che concepiva il cinema (e la televisione) principalmente come veicolo di conoscenza, e che aveva al suo centro l’uomo, da studiare e rappresentare nella sua specificità di individuo e, insieme, come risultante della Storia e della Cultura. Le relazioni, e anche le conseguenti discussioni, hanno insomma lasciato intendere che l’attività cinematografica di Rossellini, quindi il suo “metodo” e i suoi film”, può ancora dare molto; e che la critica cinematografica, nei suoi confronti, è tuttora in debito di un risarcimento critico. Gli atti del convegno verranno pubblicati nel corso del 2007.

Fabio Castelli