Convegno a Firenze – Louis Malle, l’inclassificabile – 2/11/07

Il Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani, in collaborazione con France Cinéma, organizza a Firenze un Incontro internazionale dal titolo Louis Malle l’inclassificabile. L’iniziativa, che avrà luogo sabato 2 novembre alle ore 10,30 all’Istituto Francese (Piazza Ognissanti, 2), intende focalizzare e discutere gli aspetti più significativi sotto il profilo artistico e culturale del cinema e dei film del regista francese, che è stato uno degli esponenti di punta della “nouvelle vague” e che di questo movimento ha rappresentato, assieme a François Truffaut e a Claude Chabrol, la linea più legata alla narrazione classica. I lavori convegnistici, che saranno introdotti Aldo Tassone e Bruno Torri, prevedono gli interventi di Philippe Collin, Michel Ferry, Flavio Vergerio, Claude Lelouch, Bustine Malle, Claude Miller, Alexandra Stewart, Pascal Thomas.

IL CONVEGNO

Il Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani e France Cinéma hanno organizzato all’Istituto Francese di Firenze, lo scorso 3 novembre, un Incontro dal titolo Louis Malle l’inclassificabile.
Nell’introdurre l’iniziativa Bruno Torri e Aldo Tassone hanno sintetizzato quelle che a loro avviso sono le principali caratteristiche del cinema del regista francese. Torri ha parlato principalmente della particolare posizione di Malle all’interno della Nouvelle Vague di cui è stato un precursore e un esponente di primo piano e in cui ha rappresentato, assieme a Truffaut e a Chabrol, la linea più legata alla narrazione classica, a differenza degli altri registi del movimento in cui si avvertiva maggiormente l’esigenza di allontanarsi dalla tradizione e di rinnovare il linguaggio cinematografico. Tuttavia anche in diversi film di Malle si scorge l’intenzione di aprirsi alla sperimentazione “linguistica” e al rischio stilistico, sia in quelli a soggetto, sia in quelli documentaristici. Torri ha concluso affermando come sia impossibile racchiudere il cinema di Malle in una formula, in quanto la sua curiosità, il suo anticonformismo, la sua inclinazione a perlustrare diverse aree tematiche e anche ad attraversare diversi generi cinematografici lo rendono, appunto, inclassificabile. Tassone, facendo anche riferimento a molte citazioni dello stesso Malle o di critici e cineasti che hanno interpretato la sua opera, ha sottolineato la versatilità, contenutistica e formale, del regista, considerato anche, oltre che come narratore, come testimone del proprio tempo e come critico della sua classe di appartenenza, la borghesia. Versatilità che ha avuto come positivo risultato il fatto che ogni film di Malle fosse ogni volta molto differente dai precedenti. Inoltre Tassone si è soffermato sulla fortuna critica del regista, evidenziando polemicamente come una parte dei critici cinematografici francesi (e specialmente quelli dei Cahiers du Cinéma) abbia sottovalutato l’originalità e l’importanza del suo cinema, mentre, invece, si sono dimostrate più attente e penetranti le “letture” dei critici italiani.
Hanno quindi fatto seguito una serie di brevi relazioni e di interventi svolti da collaboratori di Malle, da cineasti e da critici francesi e italiani: Philippe Collin, Justine Malle, Michel Ferry, Alexandra Stewart, Claude Lelouch, Flavio Vergerio, Simone Emiliani, Gabriele Rizza, Lorenzo Codelli ed Ermanno Comizio. Ne è derivato un approfondimento dell’opera di Malle, che è stata così valutata da varie angolazioni, tenendo conto non solo dei suoi esiti estetici e culturali, ma pure delle sue modalità realizzative. Tra l’altro, è stato detto che “Malle, un vero creatore, scopriva i suoi film quando li aveva finiti” (Lelouch); che “la sua disponibilità a confrontarsi con le altre culture lo portava più volte a fuggire da Parigi per cercare in altre realtà e in altri continenti nuove fonti di ispirazione e nuove forme d’espressione” (Rizza); che nel suo cinema, e specialmente nei suoi “noir”, “assumevano molto rilievo l’ambientazione e in special modo gli spazi urbani” (Emiliani); che i suoi film racchiudevano “una segreta unità tematica e stilistica, quella di indagare, rappresentare e riflettere sul fallimento esistenziale, sul lato oscuro dell’esistenza” (Vergerio). Da notare anche che termini come “eclettismo”, “diversità”, “ambiguità”, usati spesso , anche nell’Incontro fiorentino, per connotare il cinema di Malle, venivano coniugati con altri, anch’essi ricorrenti, come “ricerca”, “educazione artistica”, “aspirazione alla perfezione”: tutte valenze ben manifestate nei suoi film, soprattutto in quelli più riusciti: quelli che ancora fanno meritare al cinema di Malle un risarcimento critico, e che comunque gli assegnano una posizione rilevante nel panorama del cinema mondiale.

Fabio Castelli