Asiatica filmmediale

AsiaticaFilmMediale – Incontri col cinema asiatico

Asiatica filmmedialeDal punto di vista cinematografico il continente asiatico è un immenso calderone creativo che difficilmente può essere ricondotto ad un’unità culturale organica ed armoniosa. Le componenti etniche, dal Medio Oriente al Giappone, sono troppo complesse e distinte per riassumere sotto un unico aggettivo, asiatico appunto, un cinema multiforme e spesso contraddittorio.
Ciò non toglie il fatto che proprio dall’Asia siano giunti negli ultimi anni alcuni dei capolavori che hanno segnato la storia recente dell’arte del film, dalle pellicole iraniane di Abbas KiarostamiMohsen Makhmalbaf, al mondo poetico di Wong Kar Way di Hong Kong, ai lavori del cinese Zhang Yimou ai curiosi titoli del giapponese Takeshi Kitano.

Ebbene, una manifestazione che voglia rappresentare una vetrina del cinema orientale deve necessariamente restringere un po’ il campo d’azione per trovare una sorta di senso culturale in grado di portare alla creazione di un percorso divulgativo decifrabile. Ci sembra che questo sia stato il tentativo messo in atto dagli organizzatori della quarta edizione del festival AsiaticaFilmMediale – Incontro con il cinema asiatico.
Se si analizza il vasto cartellone messo a disposizione degli appassionati e dei critici si può infatti verificare come le cinematografie prese in esame siano tredici: Iran, Hong Kong, Cina, Giappone, Corea del Sud e del Nord, India, Taiwan, Singapore, Vietnam, Sri Lanka, Indonesia, Tajikistan. Il raggio d’azione, dunque, è stato concepito per coprire idealmente un’area che dai territori persiani si spinge fino all’estremo oriente e al sud est asiatico, uno spazio culturale certamente molto grande che ma che lascia volutamente da parte tutto il modo arabo.

Tra le sezioni più stimolanti vi vogliamo segnalare Focus su Tehran, nel quella quale sono state inserite opere come Dastforus di Mohsen Makhmalbaf, del 1987, Dandané Mar di Massoud Kimiae, del 1989, e il recente Tehran Sa’at – e 7 Sobh di Amir Shahad Razavian,del 2003.
Sempre per ciò che concerne l’Iran è prevista una retrospettiva di quattro film dedicata al regista Majid Madidi. Il film più conosciuto di questo cineasta è probabilmente Baran, storia di afgani emigrati in Iran realizzata nel 2001. A Roma, però, si vedranno altre pellicole come Bacheha ye aseman (1997), Khoda Mi Ayad (1995), Pedar (1996) e Rhang e Khoda (1999).

Ulteriore approfondimento imperdibile per i cinephiles è la rassegna relativa alla produzione registica dell’indonesiano Garin Nugroho. Nell’ambito della IV edizione della AsiaticaFilmMediale si potranno vedere ben sei lavori, firmati dall’autore di Jakarta, la cui filmografia è incentrata su almeno dodici pellicole tra opere di finzione e documentari.

Le proiezioni si svolgeranno tra l’otto e il sedici novembre presso il cinema Caprinica della capitale,m alcuni eventi troveranno ospitalità presso il Nuovo Sacher di Nanni Moretti e l’Alcazar.